Il dolore
Medioevo e Facebook vanno a braccetto
Dilaga tra i giovani la passione per la tradizione: già 90 sbandieratori, arcieri, giullari e danzatrici nella Compagna dell’Orso
PISTOIA. Oltre al verdetto della pista, con la vittoria del Grifone, e al dibattito sul nuovo regolamento, quella che è andata in archivio è stata soprattutto la Giostra dei giovani. Lo Speron d’Oro a Cordari e Veneri segna l’avanzata della nuova generazione di fantini, ma anche sotto agli abiti medioevali del corteggio storico sono sempre di più i volti dei giovani rispetto a qualche anno fa. Il segno tangibile che la generazione di facebook e degli ipad tiene moltissimo all’identità mediovale della città, è la crescita della Compagnia dell’Orso.
Era il 2002 quando sette pionieri, cultori delle tradizioni portate avanti altrove, dava vita al gruppo ufficiale di sbandieratori della città, che da allora apre ogni manifestazione jacopea. In dieci anni di lavoro, il gruppo di quelli che erano soprattutto ex tamburini dei rioni è diventato una vera e propria “compagnia di ventura”, che si sposta di città in città portando il nome di Pistoia alle manifestazioni storiche in giro per l’Italia e non solo.
«Ci siamo messi insieme per vedere se potevamo fare del nostro hobby un’attività da portare avanti non solo per un giorno all’anno – ci spiega Paolo Rindi, uno dei fondatori – Per questo, noi che eravamo tutti tamburini o suonatori di chiarine, abbiamo iniziato a frequentare, a nostre spese, corsi per sbandieratori e arcieri ma anche per giullari e sputafuoco».
Così anno dopo anno il gruppetto è cresciuto, fino ai 90 membri attuali. A Pistoia, grazie alle esibizioni durante la Giostra dell’Orso, è lo spettacolo degli sbandieratori quello più conosciuto, ma durante la partecipazione alle tante rievocazioni storiche in giro per l’Italia, la compagnia dell’Orso si cala completamente nel Medioevo. I ragazzi si ispiriano infatti alle compagnie di ventura, come quella di Vinciguerra Panciatichi, che arrivò a Pistoia ma girò tutta l’Europa. Non erano solo gruppi di soldati ma piccole comunità.
«Oltre agli sbandieratori e agli arcieri – spiegano – abbiamo messo su un piccolo mercatino di attività tradizionali: ci sono quelli che fanno le candele con la cera, produciamo archi e oggetti in legno, ma ci sono, per esempio, anche i giullari e le ragazze di corte che danzano».
Cos’è che muove ragazzi abituati a parlarsi con le email a studiare per diventare sbandieratori? «La grande passione risponde Paolo – Iinfatti facciamo anche corsi tutto l’anno completamente gratuiti per insegnare la nostra arte. Ci vediamo il lunedì sera, d’estate proviamo al Mercato ortofrutticolo e d’inverno nel Pallone polivalente di Valdibrana. Per questo spazio vogliamo dire grazie al Comune, con cui c’è uno scambio di servizi: noi ci mettiamo a loro disposizione per le manifestazioni e loro ci aiutano dandoci gli spazi».
Sono tante le ragazze nella Compagnia (a cominciare dalla presidente Adele Iozzelli) a differenza di molti altri gruppi in Italia dove la composizione rimane solo maschile.
Il prossimo impegno della Compagnia dell’Orso sarà il festival mediovale di Castel di Casio, sull’Appennino bolognese, dal 15 al 19 agosto.
La Compagnia dell’Orso ha un sito ben curato (www.compagniadell’orso.it) ed è presente su Facebook: un’anima antica ma al passo con i tempi.
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