Sicurezza
Estate terribile per i negozi del centro
La profumeria Limoni chiude il 31 ed è soltanto l’ultima attività commerciale che decide di gettare la spugna
PISTOIA. Estate periodo di saldi? Non solo: tempo anche di svendite totali per cessazione delle attività. Nel centro storico sempre più negozi chiudono a causa delle difficoltà economiche. Le strade dello shopping pistoiese, così, rischiano di diventare il sacrario dei commercianti e gli acquirenti i visitatori di un camposanto.
Il settore più colpito sembra essere quello dell'abbigliamento. Impressionante è la lista dei negozi caduti o moribondi: una trentina quelli che saltano all'occhio passeggiando per il centro. All'ombra del cupolone della basilica, in via della Madonna, la crisi ha mietuto più vittime che in altre zone. Ma anche le altre strade non fanno eccezione. Molti negozi sono ridotti a stanzoni vuoti e non vi si scorgono indizi dell'ultima gestione, altri non recano più nemmeno la vecchia insegna. È il caso della galleria Vittorio Emanuele, poco sfruttata e quasi vuota.
A locali chiusi da tempo, come il bar Valiani e il Caffè del Globo, stanno per aggiungersi altri nomi illustri. In via Cavour si notano, tra gli altri, 7Camicie, Champions e la profumeria Limoni, che esalerà l’ultimo respiro martedì prossimo dopo 14 anni di apertura. In via degli Orafi Nara Camicie, Ogham e Extyn; in via del Can Bianco Parentini Calzature. Nelle vetrine i cartelli con scritto ''Cedesi attività'', ''Affittasi'', ''Liquidazione Totale'', ''Cambio di gestione'', o addirittura ''Vendesi'' concorrono per numero con l'avviso ''Saldi''.
Entrando in quelli che, per adesso, restano aperti la situazione non è molto migliore e le frasi degli intervistati sono sempre le stesse. «Temiamo di ricevere una telefonata dalla sede centrale- raccontano tristi i dipendenti delle grandi catene della moda - e di essere costretti a chiudere dall'oggi al domani, senza preavviso».
Molti poi sono scoraggiati e dubbiosi sull'utilità dei saldi. Qualcuno scherza amaramente: «Vendevamo più quando non erano iniziati i saldi, forse conviene rimettere i prezzi di prima». Oppure: «Non guadagno nulla sulla vendita di questi giorni, mi sto solo liberando di merce che avevo pagato in precedenza».
Non manca chi polemizza contro le associazioni di riferimento. «Confcommercio e Confesercenti non hanno fatto nulla per aiutarmi - spiega sconsolato Alessandro Parentini, di Parentini Calzature, in via del Can Bianco - con loro ormai non tratto più, ho perso la speranza. Dopo 15 anni di attività sono costretto a chiudere. La riforma Monti comporta troppe spese e troppe tasse, che unite alla crisi rendono impossibile andare avanti. Se non cambia niente, entro fine agosto la metà dei negozi del centro è destinata a fallire».
In via della Madonna le recriminazioni aumentano: la crisi non è il motivo principale dell'insuccesso. Giada Cappellini, del negozio di scarpe Le Clochard, afferma: «Noi e i nostri clienti siamo stati infastiditi dalla continua presenza di una banda di ragazzi che si ritrovavano qua davanti. Urlavano, offendevano, si picchiavano e disturbavano i passanti. In poco più di un anno non siamo riusciti a decollare. La crisi poi non ha aiutato la nostra attività. Non possiamo permetterci di aspettare la risoluzione del problema».
Insomma, in questi ultimi mesi la crisi si sta facendo sentire in modo particolarmente forte. I locali abbandonati rimarranno vuoti in ricordo di tempi migliori o saranno riempiti da nuove attività? E quali?
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