Sicurezza
Una penalizzazione ha deciso la Giostra
Fondamentale il tocco proibito del palafreniere del Cervo Ma sulle nuove regole prevalgono i giudizi positivi
PISTOIA. Tutti aspettavano al varco le novità regolamentari della Giostra dell’Orso ed il primo test è stato superato senza polemiche nonostante, di fatto, a decidere chi dovesse prendersi il Palio 2012 è stato il punto di penalizzazione inflitto al Cervo Bianco per colpa del tocco del palafreniere. Senza quel “meno uno”, porta Lucchese avrebbe chiuso a 10 punti, gli stessi del Grifone, e sarebbe stato necessaria una tornata di spareggio per sapere chi avrebbe vinto. «Perdere così brucia – ci spiega il presidente del Cervo Bianco, Ubaldo Gori – ma d’altra parte il regolamento parla chiaro ed a quello ci atteniamo senza fare inutili polemiche. Se proprio si vuole andare a vedere il pelo nell’uovo, il cavallo è indietreggiato ed il palafreniere, istintivamente, ha messo le mani avanti per proteggersi ed il tocco è stato inevitabile. Con i se e con i ma, però, non si vince la Giostra e ci è mancato il fattore “C”».
Sulla diminuzione delle tornate, da 18 a 12, per rendere la Giostra più snella abbiamo interpellato uno dei personaggi storici degli anni Settanta ed Ottanta di piazza Duomo come Corsino Corsini che, fra l’altro, dopo tanto tempo per questa Giostra 2012 è tornato protagonista nella sfilata. «Mi sono fatto la mia opinione – spiega Corsini – riguardo ai tempi più corti: era il primo anno e c’è bisogno di trovare le giuste soluzioni ma se si finisce alla stessa ora di sempre non si è risolto nulla. Da rionale del Cervo Bianco brucia per come è finita ed anche il punto di penalizzazione, secondo me, deve essere rivisto perché magari sarebbe più utile togliere al fantino e non al rione che, con una Giostra più corta, rischia di perdere proprio per questo aspetto».
«Senza quel quarto d’ora di black out elettrico – afferma il presidente del Comitato cittadino, Fabio Dolfi – avremmo finito intorno per le 23.15, quindi non vedo tutti questi problemi per una Giostra che è durata mezz’ora in meno rispetto al passato. Sul punto di penalizzazione per eventuali tocchi del palafreniere, la mossa serve per avere in piazza cavalieri bravi a portare il proprio animale alla partenza senza aiuti esterni e, adesso, anche un solo punto diventa essenziale: la cosa più bella è vedere in piazza dodici cavalli perfetti che hanno gareggiato su una pista preparata al meglio. È stato un ottimo spettacolo apprezzato dai 4.500 spettatori presenti».
Anche per chi è stato nel ruolo di Dolfi per anni come Roberto Gai, la penalizzazione per il palafreniere «è giusta perché spesso si assisteva a brutti spettacoli: noi in passato non c’eravamo mai riusciti. Peccato – prosegue Gai – che proprio quel punto abbia deciso la Giostra, ma bastava che l’addetto si spostasse indietro e non verso il cavallo. Sulla diminuzione da tre fantini a due la mia idea è risaputa: correvano in tre perché, nella tradizione, ogni rione aveva tre bandiere, una sorta di sotto-contrade, e andavano in piazza con quel vessillo stampato sulla schiena. Per quello avrei preferito che niente cambiasse, ma con questo non voglio criticare il lavoro del comitato».
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