Toscana
Imu, all’appello mancano 3,3 milioni
Gli incassi dell’acconto smentiscono il MInistero Il Comune: «Siamo preoccupati, la differenza non è coperta»
Tra l’importo dovuto allo Stato e quello spettante al Comune, i pistoiesi hanno versato a giugno 13 milioni e mezzo di acconto Imu, l’Imposta municipale unica che ha preso il posto dell’Ici. Di questi, al Comune sono andati, per intero, gli introiti della prima casa, e al 50% quelli delle altre tipologie di fabbricati. Lo Stato mette in cassa il 50% del gettito ad aliquota base (0,76%) della parte relativa a tutti gli immobili che non sono abitazione principale.
Il solo Comune di Pistoia ha incassato 7 milioni e 800 mila euro. Una cifra di tutto rispetto, indubbiamente, ma non quella prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si aspettava un gettito vicino ai 9 milioni di euro. In totale, a fine anno, dopo aver riscosso il conguaglio di dicembre, il Comune conta di incassare circa 14 milioni e 600mila euro sull’abitazione principale. Secondo il Ministero dovrebbero essere 18 milioni di euro.
I dipendenti comunali pistoiesi, assicurano da Palazzo di Giano, non corrono il pericolo di non vedersi consegnata la busta paga, ma indubbiamente i conti non tornano. Invece del 50% di Imu sull’abitazione principale previsto dal Ministero, il Comune di Pistoia è arrivato al 43,4% (7 milioni e 800mila euro invece di 9 milioni).
Come indicato dall’articolo 4, comma 5, del decreto legge 16/2012, i Comuni sono stati tenuti ad iscrivere nel bilancio di previsione 2012 l’Imu stimata dal Dipartimento delle Finanze del Ministero. L’accertamento convenzionale non dà diritto al riconoscimento da parte dello Stato dell’eventuale differenza tra gettito accertato e gettito reale.
Solo per Pistoia, spiega l’assessore al bilancio Daniela Belliti, c’è da colmare un gap di 3milioni e 351mila euro, inseriti nel bilancio ma che a fine anno non saranno stati versati nelle casse dell’ente.
Cosa succederà con il conguaglio? «Eravamo tenuti per legge ad iscrivere in bilancio la stima ministeriale. Gli incassi, poi, si sono invece rivelati in linea con le nostre previsioni. Trattandosi di un nuovo tributo, siamo soddisfatti del lavoro svolto dagli uffici, però lo Stato non ha previsto come coprire la differenza. È positivo che il governo abbia dichiarato di non voler modificare le aliquote base, ma ad oggi non è dato sapere cosa faremo di questo gap».
Belliti conferma l’intenzionedel Comune di ridiscutere, in sede di variazione di bilancio, a settembre, le aliquote predisposte. «Un impegno - spiega - preso con tutto il consiglio comunale sulla base del gettito di giugno». Né l’assessore né gli uffici si sbilanciano su eventuali ritocchi. «Ci prendiamo - dice Daniela Belliti - agosto e la prima metà di settembre per monitorare la situazione».
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