Sicurezza
Jeep contro camion Muore in Namibia il giudice Barillaro
Il gip Patrizia Martucci, moglie del magistrato, ha appreso la notizia dai colleghi del tribunale di Pistoia
PISTOIA. La caccia era la sua grande passione. E domenica scorsa era partito alla volta della Namibia, per una battuta in una concessione nel nord del paese africano. Il giudice Michele Barillaro è morto nella serata di lunedì, mentre, alla guida di una jeep, stava raggiungendo, assieme a un amico avvocato di Firenze (Roberto Colcellini, 73 anni) e a un locale, il luogo della battuta. Nessun superstite nel terribile scontro frontale con un camion, avvenuto a circa 250 chilometri a nord della capitale.
Michele Barillaro, gip al tribunale di Firenze, aveva 45 anni ed era sposato con un altro magistrato, Patrizia Martucci, dal 2007 in organico al tribunale di Pistoia e giudice alla sezione distaccata di Monsummano. Con lei e le loro due bambine – 12 e 10 anni – abitava da qualche anno nella nostra città, in una frazione al confine con il comune di Serravalle.
La notizia della tragedia è arrivata poco dopo le 13 di ieri, quando l’ambasciata italiana ha contattato le forze dell’ordine di Pistoia, a cui è spettato l’ingrato compito di informare dell’accaduto i familiari. La dottoressa Patrizia Martucci, che da qualche mese ricopre l’incarico di giudice delle indagini preliminari, era ancora a palazzo di giustizia. A darle la terribile notizia sono stati i colleghi. Non era la prima volta che Michele Barillaro andava a caccia in Namibia. Due anni fa lo aveva accompagnato anche la moglie. Le strade del paese sudafricano sono considerate molto pericolose e, sul proprio sito il nostro ministero degli Affari Esteri raccomanda estrema prudenza, invitando i cittadini italiani i che intendono recarsi in Namibia «alla massima prudenza nella guida in generale e, in particolare, nelle strade sterrate, dove si raccomanda di attenersi scrupolosamente ad una velocità non superiore ai 60-70 chilometri orari. Inoltre, si consiglia di guidare soltanto nelle ore diurne, al fine di evitare l'improvviso attraversamento di animali».
L'incidente è avvenuto intorno alle 19 in una località chiamata Otjiwarongo. Sembra che alla guida ci fosse proprio il magistrato. «Pare che ci fosse lui – racconta ancora incredulo l’amico pistoiese Antonio Drovandi, presidente nazionale dell’associazione di protezione ambientale Urca, di cui Barillaro era consigliere – Mi aveva inviato un messaggio ieri sera per dirmi che era in viaggio. Io sono stato molte volte in Namibia, ma mai con lui. Spesso con l’altro amico avvocato che è socio di una struttura ricettiva nella concessione di caccia nel nord del paese, che viene messa a disposizione delle associazione venatorie. Parlano di un colpo di sonno, di uno scontro: non sappiamo altro».
Nella serata di ieri sono partiti per il paese africano il fratello del magistrato e alcuni amici per cercare di accelerare il più possibile il rientro in patria della salma.
Proprio giovedì scorso, Michele Barillaro aveva tenuto un toccante intervento nell’aula collegiale del tribunale di Pistoia in occasione della commemorazione della strage in cui vent’anni fa perse la vita il giudice Paolo Borsellino: il magistrato aveva infatti redatto, tra le altre, proprio la sentenza nel processo a Mariano Agate e ad altri 26 imputati nel cosiddetto processo Borsellino ter sulla strage di via d'Amelio. Le sue parole avevano strappato un lungo applauso nella sala gremita di colleghi, avvocati, forze dell’ordine e personale di tribunale e procura, alcuni dei quali non avevano potuto nascondere la propria commozione. Anche per questo, ieri, la notizia del tragico incidente ha suscitato sgomento e dolore, e non solo a palazzo di giustizia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
