Il Tirreno

Pistoia

Edilizia al palo, sos al Comune

di Francesco Albonetti
Edilizia al palo, sos al Comune

La Cna: «Senza Regolamento urbanistico è peggio che altrove». Dilaga il lavoro nero

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PISTOIA. Una flessione del 15% del fatturato nel 2011 rispetto al 2010. Il settore delle costruzioni, benché rappresenti un terzo del volume d’affari dell’artigianato pistoiese, è quello che paga il prezzo più alto della crisi. I dati, riassunti nel progetto Trend della Cna di Pistoia parlano chiaro. Mancano all’appello oltre 30 milioni di euro.Le retribuzioni nell’edilizia scendono del 4,3% mentre crescono del 54,3% nei servizi. I ricavi calano del 13,1% (in Toscana - 2,3%) e i consumi - 14,4% (Toscana - 1,9%). Complessivamente, solo il manifatturiero ha numeri peggiori dell’edilizia.

Parte da questo concentrato di dati negativi l’appello che Cassandra Angeli ed Elena Calabria, presidenti rispettivamente delle unioni costruzioni e installazione impianti, rivolgono alle istituzioni locali, in particolare al Comune di Pistoia dopo la mancata approvazione del Regolamento urbanistico. La situazione del comparto costruzioni nelle altre province toscane, pur navigando in un territorio negativo, è in condizioni assai meno disastrate, con un calo medio del 2,5%. «La situazione è ogni mese sempre più drammatica – dice Cassandra Angeli – soprattutto per i piccoli imprenditori. Sempre più aziende chiudono perché non ce la fanno ad andare avanti. La situazione è grave in Italia, in Toscana ancora di più ma, nello specifico pistoiese, va ancora peggio in quanto la mancata approvazione del regolamento urbanistico grava moltissimo. Con la mia stessa impresa ho degli immobili da completare e non riesco ad andare avanti ed è così da due anni».

Gli appalti più grandi sono fermi e molto controllati, i piccoli lavori di ristrutturazione lo sono ancora di più. «Il privato non riesce a programmare i lavori, in quanto vincolato dall'assenza dei piani: non hai sbocco. I piccoli artigiani non è che possano andare a fare gare mastodontiche. Le aziende possono solo chiudere non hanno alternative. Il nostro appello è alle pubbliche amministrazioni perché facciano qualcosa». Anche le normative, secondo la responsabile dell’edilizia Cna, non aiutano: «La nuova norma che ha portato gli sgravi al 50% all’atto pratico è di difficile applicazione. La percentuale la fanno recuperare in 10 anni, ma 21% di Iva lo devi pagare oggi. Queste operazioni sembrano una boccata di ossigeno ma in realtà non lo sono. E dall'altra parte i piani ti vincolano da tutte le parti, i costi gravitano e i tempi sono mastodontici».

Questa situazione crea le condizioni ideali per il profiliferare di forme di concorrenza sleale: «Aumenta il lavoro nero, è normale: pur di arrangiarsi si fa qualsiasi cosa, compresa una concorrenza non corretta. Sempre più spesso ci sono piccoli imprenditori disposti ad imbiancare e montare il carton gesso o le mattonelle la domenica, con pagamenti in nero e senza nulla. Così facendo, tolgono il lavoro a chi vuole mantenersi con le carte in regola. Un’edilizia spaccata in due: iper-controllata dalla burocrazia da un lato, con molto lavoro nero e senza regoledall’altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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