Il dolore
Tenta di stuprare l’ex compagna
Sfonda la porta di casa e straccia il vestito alla donna trascinandola sul letto: arrestato dalla polizia
PISTOIA. È entrato in casa della sua ex nel cuore della notte, sfondando la porta d’ingresso a spallate. Poi, mentre lei cercava invano di telefonare alla polizia, le ha strappato di dosso il vestito, l’ha trascinata in camera e l’ha scaraventata sul letto. Una mano sulla bocca per impedirle di gridare, schiaffi per farla stare ferma, ha cercato di stuprarla, non riuscendovi solo grazie a una provvidenziale debacle sessuale.
Erano all’incirca le due e mezzo di sabato notte quando sul posto, nei pressi dell’antico ospedale di Pistoia, è accorsa una volante della questura. Ora l’aggressore, 47 anni, si trova in una cella del carcere di Santa Caterina in Brana accusato di violenza sessuale, lesioni, violenza privata e violazione di domicilio. L’uomo – di cui non rendiamo note le generalità per non rendere identificabile la vittima – ha precedenti di polizia per furto e rapina.
Per 4 mesi aveva convissuto con la sua vittima, poco più che quarantenne. Fino al 14 luglio scorso, quando la donna, dopo l’ennesima violenza fisica subita, aveva chiamato la polizia e l’aveva cacciato di casa. In quell’occasione lui era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia e lei era finita al pronto: 5 giorni di prognosi per le botte prese. Quindi, il giorno dopo, per paura che l’uomo potesse tornare e fare del male a lei e, soprattutto, alla figlia avuta da un precedente rapporto, attraverso i servizi sociali era riuscita a dare immediatamente la bambina in affidamento al padre. Poi aveva chiesto a un amico di trasferirsi da lei per qualche notte: non voleva restare da sola, per timore che potesse succedere proprio quello che alla fine è accaduto.
L’ex, intanto, era andato a Bologna, ospite di un’amica, ma aveva comunque tentato di contattarla ripetutamente per telefono. Il 20 luglio era poi tornato a Pistoia per andare a cercarla al lavoro: ma lei non c’era. Infine, l’irruzione dell’altra notte.
Per due volte, quando l’ex le è piombato in casa, la donna ha chiamato il 113. «Fermo, fermo» ha fatto in tempo a sentire l’operatore della questura prima che la linea cadesse. Poco dopo, la nuova telefonata, sempre di pochi secondi: «Venite subito, venite subito! Lascia, lascia!» urlava la stessa voce femminile di prima. Rintracciata la chiamata, all’indirizzo individuato è stata inviata una volante. Gli agenti hanno salito di corsa le scale del palazzo trovandosi davanti alla porta d’ingresso di un appartamento sfondata. Dentro, un uomo, con, sul collo e sul volto, graffi ancora sanguinanti: «Cosa volete, qui non è successo nulla» ha detto loro. Ma la paura negli occhi della donna e dell’altro uomo dietro a lui erano evidenti.
Uno dei poliziotti ha portato in un’altra stanza la donna che, a quel punto, è scoppiata in un pianto dirotto, raccontando ciò che era successo.
Il suo ex le aveva prima strappato il vestito, lasciandola in slip e reggiseno, «per controllare se avesse avuto un rapporto sessuale con quell’altro» le aveva urlato. Quindi l’aveva trascinata in camera, chiudendo la porta a chiave. E lì l’aveva scaraventata sul letto denudandola, picchiandola e cercando di violentarla, non riuscendo però a raggiungere il vigore sessuale necessario.
Quando sotto casa era arrivata la polizia, l’uomo si era rivestito e aveva fatto rivestire in tutta fretta la sua ex. Ma i segni delle botte ricevute e il vestito completamente stracciato trovato sul pavimento erano chiare prove di ciò che era successo. Il 47enne è stato così arrestato.
Accompagnata al pronto soccorso, la donna è stata giudicata guaribile in 15 giorni.
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