La manifestazione
È morto il medico Raffaele Curcio
L’ex direttore dell’ospedale Pacini è stato colpito da infarto mentre si trovava in vacanza in Campania
MARCELLO. Sgomento e incredulità sono le parole che più esprimono il sentimento prevalente della popolazione della montagna, alla notizia della morte improvvisa del dottor Raffaele Curcio. Un infarto poco dopo la mezzanotte ha posto fine alla vita dello stimatissimo medico ospedaliero. Aveva 69 anni. La notizia è giunta in montagna nelle prime ore della mattinata, proveniente da Giungano, il comune natio, in provincia di Salerno, dove si trovava da qualche giorno in ferie con la famiglia. A fine novembre scorso aveva lasciato il lavoro, dopo 32 anni di ininterrotta attività nell'ospedale Pacini di San Marcello Pistoiese. Il medico era da tutti stimato e conosciuto per le grandi doti d'umanità, capacità e serietà professionale, era giunto a San Marcello nel 1979 e ben presto aveva mostrato le proprie positive qualità.
«Era un uomo disponibile, capace, tutto dedito alla professione, attento al rapporto sia col malato sia con i propri collaboratori. Ha fatto moltissimo per il "suo" ospedale. Oltre ad esercitare la professione di chirurgo, ha insegnato alla scuola interna per infermieri sia a San Marcello sia a Pistoia. Non ho parole, mi sono visto questa mattina con molti colleghi. È un rimpianto comune» dice il dottor Raffaele Ceglia, suo collega e amico da moltissimi anni. «Ho appreso questa mattina la notizia con grande dispiacere. Curcio era un caro amico, di cui mi addolora la perdita per l'affetto e la stima che nutrivo nei suoi confronti. Lo ricorderò per la generosità l'umanità che trasponeva anche nella professione. Scrupoloso medico e bravo amministratore del nostro ospedale, che lo ha visto in prima linea nella salvaguardia dello stesso, quando è stato necessario. Un abbraccio affettuoso anche all'amica Francesca, sua grande compagna di vita, e ai tanto amati figli Annalisa, Pier Giovanni e Simone», ha dichiarato il sindaco di San Marcello, Silvia Cormio.
Curcio era giunto a San Marcello nel 1979. Aiuto chirurgo e allievo del prof Giuseppe Niosi, che lo aveva guidato nei primi passi in sala operatoria. Aveva poi completato la propria formazione professionale con Aldo Chechi. Successivamente era stato responsabile per molti anni dell'ospedale, quale referente. Per un breve periodo si era anche impegnato come consigliere comunale a San Marcello.
Il rapporto con San Marcello era fortissimo, come testimonia anche l’intervista che Curcio rilascio al Tirreno in occasione del suo pensionamento.«Con San Marcello – disse – ho avuto un incontro "traumatico". Provenivo dal sud e arrivai qui in novembre. La differenza di clima era notevole, ne fui impressionato. Trovai un ottimo ambiente di lavoro, delle ottime persone e questo mi fece superare ogni iniziale difficoltà».
I funerali si svolgeranno domani a Giungano, dove verrà sepolto, mentre a San Marcello, dove la famiglia è ancora residente, sarà celebrata una messa in memoria.
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