Gioco
Conigli nani avvelenati «Colpa dei pesticidi»
AGLIANA. Ha iniziato a fare dei salti verticali con le zampette ben tese. Poi, in preda agli spasmi e con la schiena semi paralizzata, si è sdraiata su un fianco. «Sembrava un pesce» racconta il...
AGLIANA. Ha iniziato a fare dei salti verticali con le zampette ben tese. Poi, in preda agli spasmi e con la schiena semi paralizzata, si è sdraiata su un fianco. «Sembrava un pesce» racconta il proprietario. Le narici aperte all’inverosimile e il respiro che col passare dei secondi è diventato pesantissimo. La stessa sorte, pochi minuti dopo, è toccata agli altri 9 conigli nani custoditi, e accuditi, nel giardino di casa da una famiglia aglianese, che adesso punta il dito contro i pesticidi usati nei vivai.
L’amata “tribù” si è salvata soltanto grazie a una buona dose di anticonvulsionanti e antidolorifici, tranne Tuculiona, la prima a sentirsi male. Lei è morta mercoledì sera per un presunto avvelenamento. L’avevano chiamata così per il suo irrefrenabile appetito. «Era sempre la prima ad arrivare alla ciotola – racconta il proprietario – Ci siamo ispirati a un modo di dire calabrese sentito durante una vacanza al mare. Vederla in quel modo, è stata una scena straziante che mi ha riempito il cuore di dolore e rabbia». L’uomo, che ha chiesto di restare anonimo per non intralciare gli accertamenti in corso sul caso, nei giorni scorsi ha sporto denuncia, segnalando inoltre il fatto all’Asl. Lui non ha dubbi: «A provocare tutto questo sono state le sostanze chimiche usate da alcuni vivaisti. Proprio mercoledì mattina – ricorda – ho visto un operaio che stava distribuendo qualcosa, forse un antiparassitario, in un vivaio della zona. La stessa sera sono tornato dal lavoro e ho trovato la coniglietta in quelle condizioni. L’ho portata immediatamente dal veterinario ma prima ancora di arrivare alla clinica mi ha telefonato mia madre per dirmi che anche gli altri erano in preda agli spasmi. Stiamo parlando di animali che sono amati come esseri umani e fanno parte della famiglia. Mia nipote di 10 anni, non ha più acceso la televisione da quando abbiamo questi coniglietti. È sempre in giardino con loro. Se fosse successa a lei una cosa del genere?
La veterinaria ha confermato che i sintomi sono compatibili con un’ intossicazione da anticrittogamici, pesticidi e insetticidi. Ho già contattato Wwf, Enpa e Lav e ho scoperto che nel Comune di Agliana, a differenza ad esempio di quello pistoiese, non esiste alcun regolamento restrittivo per la distribuzione di sostanze. Scriverò al sindaco e alla commissione ambiente per chiedere maggiori tutele. Quando ero piccolo c’erano i pesci nel corso d’acqua accanto casa. Adesso non resta che il deserto».
«Dieci conigli su dieci presentavano gli stessi sintomi – spiega la veterinaria Chiara Matteoni, della clinica Brunetti e Stroscio-. La certezza matematica non può esserci senza esami ma quasi sicuramente si è trattato di avvelenamento».
Beatrice Faragli
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