Il Tirreno

Pistoia

Crisi, in picchiata i redditi da lavoro

di Tiziana Gori
Crisi, in picchiata i redditi da lavoro

In un anno 159 euro lordi in meno nelle buste paga. La Cgil: pesano i mancati rinnovi dei contratti e la cassa integrazione

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. In picchiata i redditi dei lavoratori dipendenti. In provincia, hanno subìto un calo nel reddito lordo medio di 159 euro nel 2011 (sulle dichiarazioni 2010) rispetto all’anno precedente (su dichiarazioni del 2009). È quanto emerge dall’analisi del Focus economia Toscana stilato dall’Ires, che prende in esame tutte le dichiarazioni presentate attraverso il modello 730 nelle strutture regionali del Caaf Cgil.

Per le pensioni e per il settore pubblico la variazione, sia di reddito che di imposte, è stata di segno positivo (con l’unica eccezione del settore pubblico di Livorno), anche se estremamente e generalmente contenuta.

Pensioni. Il reddito lordo medio, nel 2010, a Pistoia, è di 17.944 euro. La variazione media assoluta rispetto al 2009 è di 298 euro.

Settore pubblico. Qui il reddito lordo medio, nel 2010, è di 27.008 euro. Rispetto al 2009 l’Ires registra una variazione media assoluta di +454 euro.

Settore privato. Il reddito lordo medio di un lavoratore dipendente, nel 2010, è stato di 22.175 euro. Calo vistoso rispetto al 2009: -159 euro.

L’analisi della Cgil. Tenendo conto del blocco delle contrattazioni nel pubblico, Daniele Gioffredi, della segreteria Cgil provinciale, prova a dare una spiegazione per i valori positivi del settore rispetto al privato: «Non c’è l’incidenza della cassa integrazione. Questo può essere indubbiamente uno dei motivi. Nel pubblico è lieve la preponderanza delle ore di straordinario, che invece avevano un peso nel comparto privato. Il mantenimento dello stipendio può essere spiegato anche con il recupero inflattivo grazie al rinnovo dei contratti nazionali».

Rinnovo che è stato invece molto contenuto nel settore privato. «E laddove c’è stato, a livello aziendale e territoriale, ha riguardato non più del 30% dei lavoratori. L’aumento vertiginoso della cassa integrazione, poi, ha fatto sì che gli stipendi riscossi fossero inferiori a quelli regolari, e di solito non superiori ai 700 euro mensili».

Per i prossimi mesi, la Cgil vede ancora buio. «Gli iscritti ai Centri per l’impiego provinciali sono saliti, a marzo del 2012, a 37mila, contro i 33mila del marzo 2012 Questi 4mila (ex) lavoratori sono andati ad incrementare la massa dei disoccupati ordinari, che non percepiscono ammortizzatori sociali. I dati di maggio sulla cassa integrazione ci dicono che siamo terzi in regione per numero di ore, con un aumento vertiginoso di quella straordinaria e di quella in deroga. Se vale il combinato disposto: aumento dell’età pensionabile e riduzione degli ammortizzatori sociali, la situazione nei prossimi mesi potrebbe diventare esplosiva.

E l’aver cancellato, con il decreto Salva Italia, l’indicizzazione all’inflazione delle pensioni, si sommerà ai due precedenti elementi di disagio sociale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa