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Pistoia

Il Cervo Bianco ci spera «Daremo filo da torcere»

di Saverio Melegari
Il Cervo Bianco ci spera «Daremo filo da torcere»

Continua il viaggio nei rioni che si preparano alla sfida in piazza di mercoledì 25 I biancoverdi hanno un’arma segreta: Alessandro, nipote del “vecchio” Culatore

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PISTOIA. Sarà la volta buona? Se lo chiede da qualche mese il presidente del Cervo Bianco, Ubaldo Gori, e la stessa domanda se la pongono tutti i suoi collaboratori ed i rionali più agguerriti.

In Porta Lucchese, protagonista del secondo viaggio del Tirreno in vista della gara di mercoledì sera, c’è tanta voglia di Giostra dell’Orso: non la gara, ma il palio da portare nella propria sede, visto che manca oramai da tantissimo tempo.

«Per il bene della Giostra – afferma il presidente biancoverde, Ubaldo Gori – bisognerebbe che vincessimo noi, ma poi come sempre è la piazza il giudice supremo. I favoriti, come sempre, sono altri ed il Drago, per tradizione e forza, è in pole position, ma noi ci siamo e daremo del filo da torcere a tutti».

Vai a vedere l’elenco dei cavalieri che compongono il rione del Cervo Bianco e noti un cognome che balza subito agli occhi: Culatore. Tranquilli, non è che il “vecchio” Gino ha perso la testa, ma si tratta del nipote rampante Alessandro che è pronto, finalmente, a vivere la Giostra da protagonista.

«Probabilmente ci sono stati dei dissidi interni – spiega Gori in riferimento all’addio di Culatore al Drago – relativi al cambio di presidenza sui quali, però, non voglio intervenire. Dico solo che si tratta di un ragazzo con talento ed ha una passione travolgente per i cavalli: non fa questo solo per correre in piazza del Duomo, ma perché ci crede e ci auguriamo che possa diventare il nostro giovane da far crescere anche se è cresciuto in un altro rione».

Così come il Leon d’Oro, anche il Cervo Bianco è stato l’altro rione che ha visto di buon occhio il cambio di regolamento della Giostra con il passaggio da tre a due cavalieri titolari, oltre ad essere in prima linea per una maggiore severità nei controlli e nelle visite mediche sui cavalli.

«La scelta dell’anti-doping – prosegue Ubaldo Gori – è stata presa per ottemperare a quelli che sono i regolamenti e le leggi in vigore su scala nazionale per queste competizioni. E’ un qualcosa che tutela maggiormente i cavalli, anche se sono sempre stati tenuti in grande considerazione dal punto di vista dei controlli: queste visite, però, creano una selezione maggiore su coloro che possono realmente scendere in pista».

«Per quanto riguarda il nuovo regolamento – conclude Gori – penso che questa sia prevalentemente una edizione di prova che avrà una buona riuscita. Se tutto filerà liscio, sono convinto che il pubblico farà fatica ad accorgersi della riduzione delle tornate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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