Il Tirreno

Pistoia

Catturato negli Usa dopo la rapina al bar

di Massimo Donati
Catturato negli Usa dopo la rapina al bar

Inchiodato dalle prove raccolte dalla Mobile il bandito, che fu ripreso dalle telecamere, è stato estradato in Italia

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QUARRATA. All’indomani della rapina, si era salvato solo grazie alla sua duplice cittadinanza, riuscendo a fuggire per il rotto della cuffia negli Stati Uniti, dove era nato 43 anni fa. Ma gli investigatori della Squadra mobile non si erano arresi, le indagini erano andate avanti e alla fine, davanti alle prove inconfutabili raccolte, anche la giustizia americana aveva alzato le mani, eseguendo il mandato di cattura internazionale e concedendo l’estradizione.

Si trova così rinchiuso da ieri mattina in un carcere italiano Mario Bencivenga, il bandito, residente da anni a Casalguidi, che, la sera del 4 novembre scorso, pistola in pugno, aveva rapinato il bar Italia di Quarrata. Un colpo rocambolesco, in cui la titolare del locale aveva coraggiosamente reagito scaraventando un vassoio contro il malvivente che le puntava contro l’arma.

Ieri mattina, arrivati in aereo da New York all’aeroporto di Fiumicino, gli agenti dell’Interpol hanno consegnato l’arrestato nelle mani degli uomini della Mobile di Pistoia, che gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale per rapina e porto illegale di arma, prima di affidarlo alla polizia penitenziaria, che lo ha scortato a Regina Coeli.

«Fuori i soldi o sparo»: erano le 22,50 del 4 novembre scorso quando, col volto nascosto da un passamontagna, Bencivenga era entrato nel Bar Italia di Casini di Quarrata. Estratta la pistola, aveva minacciato prima due clienti, poi la barista che, con l’arma puntata al cuore, aveva trovato il coraggio di opporsi: «Vuoi soldi? E perché non vai a lavorare?» gli aveva gridato Roberta Santini, scaraventandogli ilvassoio delle paste addosso.Il bandito era però riuscito lo stesso a strappare via dal bancone il registratore di cassa e a scappare con l'incasso della giornata, 1.600 euro.

Ad attenderlo fuori in auto, il cognato, Michele Mietitore, 47 anni, residente a Quarrata, che fu arrestato poco dopo dalla polizia ad Agliana. Bencivenga era invece riuscito a fuggire. Prima a Marcianise (Caserta), poi negli Usa. La Mobile era riuscita ad identificarlo a tempo di record e a mettere sotto controllo il suo cellulare. Per questione di minuti, con il provvedimento di fermo già firmato dal pm, i poliziotti non erano riusciti ad arrestarlo: erano arrivato a Fiumicino quando le porte dell’aereo diretto a New York si erano chiuse da poco.

Vano poi il tentativo di ottenere il respingimento alla frontiera americana: essendo anche cittadino Usa, al terminal di La Guardia si erano rifiutati di rimandarlo in Italia, ritenendo non fosse sufficiente un provvedimento di fermo emesso dal pm ma che fosse necessario un ordine di custodia cautelare firmato da un giudice. Così Bencivenga si era rifugiato da alcuni parenti, nella sua cittadina natale, Plainfield, nel Connecticut.

Fino a quando, grazie alle prove raccolte dagli investigatori della Mobile, non è arrivata l’ordinanza cautelare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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