Il dolore
Belliti: «Publiservizi deve cambiare»
Non si parla più di uscita dalla spa, ma il vicesindaco chiede «un radicale ripensamento». Approvato il bilancio 2011
PISTOIA. «Non stiamo pensando di uscire da Publiservizi, ma sarà necessario un suo radicale ripensamento, alla luce dell’evoluzione normativa e della riorganizzazione delle partecipate della holding, dismettendo quelle che non sono funzionali. Publiservizi è uno strumento che funziona se tutti i soci condividono gli stessi obiettivi. Come amministrazione vogliamo utilizzarlo per accrescere il ruolo di Pistoia, perché solo così garantiremo maggiori servizi ai cittadini».
Così il vicesindaco del Comune Daniela Belliti, in qualità di socio di maggioranza della holding col 26% delle quote, intervenuta a margine dell’assemblea dei soci di Publiservizi, tenutasi nella sala maggiore di Palazzo di Giano. Cambia la linea, quindi: Pistoia non uscirà da Publiservizi, ma le cose lì dentro dovranno cambiare.
I 36 Comuni soci, con la sola astensione di Larciano e Ponte Buggianese, hanno approvato il bilancio di esercizio 2011 chiuso con un utile di 3 milioni e 745 mila euro, in linea con quello del 2010: «Il bilancio chiude con ottimi risultati, raggiungendo quella stabilizzazione degli utili che avevamo prospettato a suo tempo ai soci – commenta il presidente di Publiservizi Andrea Bonechi – Vorrei evidenziare però che si registra anche l’incremento del patrimonio netto della società, che si traduce in un incremento certo del valore delle partecipazioni».
Utile e Patrimonio. Il 2011 si chiude con un utile di 3 milioni 745 mila euro: l’anno scorso era stato di 3 milioni e 911 mila euro. Il patrimonio netto della holding cresce rispetto all’anno precedente e si attesta a 64 milioni e 356 mila euro: per i 36 Comuni soci di Publiservizi significa una crescita del valore delle partecipazioni pari al 121%.
Un risultato «straordinario – secondo il presidente Bonechi – soprattutto alla luce delle difficoltà economiche del Paese, che purtroppo non si rispecchia in un’analoga capacità di spesa dei singoli Comuni». Prendendo in considerazione i dati aggregati delle società che fanno parte di Publiservizi (tra le quali Toscana Energia, Acque spa e Publiambiente), il patrimonio netto corrisponde a poco meno di 700 milioni di euro.
Dividendi. Per conoscere l’esatta distribuzione dei dividendi si dovrà attendere la seconda metà di settembre: con decisione presa all’unanimità è stato deciso di rimandare a tale data con un’apposita assemblea la suddivisione dei dividendi.
Speranza condivisa dalle amministrazioni è che la quota spettante ad ogni socio aumenti: l’anno scorso l’utile di 3,9 milioni aveva permesso di far entrare nelle casse del comune di Pistoia 380 mila euro.
Fondo rischi. L’assemblea ha approvato l’accantonamento di un “tesoretto” di 7 milioni e 282 mila euro, spiega il presidente Bonechi «per salvaguardare il futuro della società nell’evenienza che possa verificarsi qualsiasi evento riferibile alle passate gestioni operative e in nessun modo riconducibile all’attuale veste di holding pura».
Publiservizi in pratica accantonando il tesoretto si mette al riparo dagli strascichi delle liquidazioni di due sotto-partecipate della holding, Publicom, azienda di telecomunicazioni, e Publicogen che gestiva impianti di energia elettrica e termica. Alcuni soci hanno lamentato l’insufficienza del fondo di riserva, temendo come la liquidazione delle due società possa in realtà produrre perdite ancora più corpose per la holding.
«Un pericolo che non esiste – precisa Bonechi – Già adesso il fondo rischi è sovrastimato».
Portafoglio Partecipazioni. Le società controllate direttamente o indirettamente da Publiservizi erano sessanta nel 2007, tra le liquidazioni di Publicom e Publicogen e gli accorpamenti di Billing Solutions, Ict e Css nella nuova società Le Soluzioni, passeranno a 25-30, con la prospettiva di continuare nella riduzione.
«Dismettere le partecipazioni che non sono funzionali all’attività istituzionale è un punto essenziale – commenta il vice-sindaco Daniela Belliti – Così come sanare le situazioni pregresse». Tra le principali partecipazioni della holding ci sono quelle in Acque spa, Toscana Energia e Publiambiente.
Il vice-sindaco Daniela Belliti torna a rivendicare un ruolo più forte di Pistoia all’interno della holding: «Dall’acqua ai rifiuti passando per l’energia, questi sono i servizi sui quali il Comune deve avere la leva per garantire la migliore funzionalità ai cittadini, contando di più nella programmazione degli investimenti necessari e nella definizione di indirizzo e controllo – spiega - Tutto il resto è strumento: in questo senso abbiamo parlato di un ripensamento di Publiservizi».
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