Il Tirreno

Pistoia

Scuole superiori, i poli della discordia

di Bernardo Carradori
Scuole superiori, i poli della discordia

Accorpare gli istituti agrari e il Pacinotti con l’Iti?I responsabili degli istituti coinvolti hanno opinioni contrastanti

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PISTOIA. È polemica riguardo alla creazione dei poli agrario e tecnologico nelle scuole superiori pistoiesi. A molti non piace l’idea di accorpare De Franceschi e Anzillotti di Pescia da una parte e Pacinotti e Iti Fedi dall’altra per evitare la sopravvivenza di scuole con troppo pochi iscritti.

A scagliarsi per prima contro l’accorpamento è la dirigenza dell’Istituto agrario di Pistoia, che teme di scivolare in secondo piano rispetto ai colleghi pesciatini. Vari sono i punti di discussione, come i diversi bacini di utenza (Valdinievole e Lucchesia per Pescia, la piana fino a Prato per Pistoia), i 30 km tra le due scuole o i diversi settori nei quali sono specializzate. A Pistoia esiste una tradizione di vivaismo e frutticoltura, a Pescia di olivicoltura e floricoltura. «Desideriamo mantenere la nostra indipendenza» dichiara Angela Desideri, preside dell’istituto agrario De Franceschi .

«Non saranno i ragazzi a risentire del cambiamento, bensì gli insegnanti: molte cattedre saranno suddivise tra due istituti molto distanti l’uno dall’altro. Il rischio più grande è che si crei un plesso che prevarica sull’altro. L’istituto nel quale restano gli uffici di presidenza e segreteria assumerebbe un ruolo privilegiato».

Decisamente sfavorevole all’iniziativa è anche la vicepreside Marianna Conace. « Personalmente ritengo che un unico polo amplierebbe i problemi di gestione. Rivendichiamo la nostra autonomia. Perché lasciarci fagocitare da Pescia? Noi siamo un istituto professionale, loro tecnico, saremmo considerati scuola di serie B». Fanno seguito alle proteste alcune delle associazioni di riferimento del De Franceschi: Unione Provinciale Agricoltori e Confederazione Italiana Agricoltori si dicono contrarie all’accorpamento. Anche i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda contestano la Provincia.

Per alcuni le differenze sono un divario insormontabile, per altri un punto di forza. Da Pescia infatti arriva l’assenso della preside Siriana Becattini, che ribatte: «Esiste una norma che impedisce l’autonomia per le scuole sottodimensionate e va rispettata. I problemi si evitano con una buona pianificazione del lavoro: mantenendo separata la distribuzione dei professori e lasciando la segreteria amministrativa in ognuno dei due edifici».

«Comprendo i timori di Pistoia – aggiunge Becattini – ma le due scuole non si danneggerebbero poiché soddisfano esigenze diverse; non esiste una gerarchia tra istituto tecnico e professionale. Al contrario l’unione ci arricchirebbe, senza farci perdere le specificità. Il piano di offerta formativa sarebbe migliore. L’accorpamento va fatto prima possibile».

Nemmeno sul fronte del polo tecnologico le acque sono tranquille. «Sul polo siamo d’accordo, ma il Pacinotti deve mantenere la sua sede e la sua identità. Non vogliamo perdere strutture storiche e laboratori che ci appartengono da molti anni» puntualizza la vicepreside del Pacinotti Mariateresa Bechi.

Ma Angelo Borchi, preside dell’istituto Fedi, taglia corto: «Gli studenti del Pacinotti dovrebbero trasferirsi almeno in parte nei nostri locali. Sono contrario ad una semplice gestione comune della presidenza: 1.600 ragazzi sono troppi se le due scuole mantengono l’autonomia. Con la fusione il Pacinotti avrebbe solo da guadagnare: è una scuola che va a morire, perché rilascia diplomi poco appetibili per il mercato».

Intanto nel prossimo consiglio comunale un’interpellanza sarà sottoposta al sindaco Bertinelli da parte del consigliere Pd Tommaso Braccesi, che commenta: «Piano coi tagli all’istruzione. C’è chi vorrebbe anticipare il progetto dei due poli, ma è una decisone avventata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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