Il Tirreno

Pistoia

«Uscire da Publiservizi? Un errore»

di Luca Giuntini
«Uscire da Publiservizi? Un errore»

Alla vigilia dell’assemblea di bilancio, il presidente della holding Bonechi dice la sua sui progetti della nuova giunta

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PISTOIA. È la madre di tutte le partecipate, la società attraverso la quale Palazzo di Giano controlla la gestione di servizi essenziali come acqua, rifiuti e gas. È la società a cui fa capo più della metà del valore patrimoniale detenuto dal Comune nei servizi a rilevanza economica, un tesoretto da circa 80-100 milioni di euro. È la società scelta dal sindaco Samuele Bertinelli per iniziare il riassetto delle municipalizzate.

Publiservizi è la holding presieduta da Andrea Bonechi che per conto di undici comuni dell'Empolese-Valdelsa e di altri venticinque enti locali gestisce le partecipazioni in società tra le quali Acque, Publiambiente e Toscana Energia.

Publiservizi è una specie di sotto-galassia nella galassia delle partecipate comunali: 36 su 80 totali sono riconducibili direttamente alla holding e quindi, indirettamente, al Comune di Pistoia, socio di maggioranza di Publiservizi con il 26,14% delle quote, seguito da Empoli con il 21%. La holding conta 36 partecipazioni in società operanti nei settori più vari, dall'acqua al gas, dai rifiuti alle telecomunicazioni passando per la bollettazione, e ha chiuso il 2010 con un utile di 3,9 milioni di euro (più che raddoppiato rispetto al 2009). Un utile di bilancio che, nello specifico, ha portato nelle casse del Comune 380mila euro. Domani, nella sala maggiore del Comune, durante l'assemblea annuale, Publiservizi presenterà il bilancio 2011.

«Publiservizi ha ormai esaurito la sua funzione – così il neo sindaco Bertinelli nel suo programma elettorale – è necessario scindere le partecipazioni rilevanti per Pistoia che si trovano dentro Publiservizi e riportarle sotto il controllo diretto dell'ente».

Scelta coraggiosa ma non facile da attuare, si obbietta, sia perché bisognerà mettere in campo un forte patto politico con gli empolesi in un gioco di forze che vede da sempre svantaggiati i pistoiesi, sia perché dal punto di vista tecnico le strade percorribili appaiono tutte impraticabili: la liquidazione è esclusa a priori per i costi e i lunghi tempi; quella della scissione in una Publiservizi 1 e 2 idem; quella della recessione, previo cambiamento dello statuto, appare procedura altrettanto lunga e difficile con un punto interrogativo finale: dove si troveranno i soldi per pagare la quota detenuta nella holding?

«Sono rammaricato perché su Publiservizi c'è ancora disinformazione, prevale l'idea vecchia di chi la pensa ancora com'era nel 2006 – afferma il presidente della holding Andrea Bonechi – Da allora invece di strada ne abbiamo fatta molta, a cominciare dallo sfoltimento delle sotto-partecipate: nel 2007 erano sessanta, entro breve tempo verranno ridotte a 25-30, con la prospettiva di continuare nella riduzione, abbattendo gli sprechi. La verità è che adesso Publiservizi è uno strumento prezioso a disposizione dei Comuni, ma le sue potenzialità devono essere sfruttate con alla base una salda condivisione di strategie e di scelte che negli anni passati forse è mancata».

Insomma, secondo Andrea Bonechi se il Comune di Pistoia rimane in Publiservizi, fa un buon affare.

« Se il dibattito pre-elettorale che si è creato intorno alla holding servirà a consolidare il ruolo di Pistoia nell'azienda – conclude – allora è benvenuto. Ma la vera forza della società è nella volontà dei suoi soci di condividere scelte importanti e lungimiranti, diversamente il discorso cambia».

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