Il Tirreno

Pistoia

«Tra Lucca e Arezzo il Blues si difende»

«Tra Lucca e Arezzo il Blues si difende»

Gli artisti presenti a Pistoia hanno avuto più pubblico rispetto ad altre tappe italiane

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PISTOIA. Nemmeno il tempo di chiudere l’edizione 2012 del Blues che è già tempo di bilanci e progetti per il futuro.

Lunedì mattina il sindaco Samuele Bertinelli, in una nota, aveva definito fisiologica la diminuzione di biglietti venduti rispetto all’edizione precedente, a fronte di una diminuzione complessiva dei festival musicali toscani. In effetti, dati alla mano, siamo passati dalle circa 12mila presenze di quest’anno, comprensive anche della serata di pre-Blues dei Subsonica, alle 13.700 del 2011, spalmati però su tre giorni.

Ma la crisi è stata davvero avvertita anche negli altri festival toscani come Lucca Summer e Arezzo Wave? Secondo gli uffici stampa delle varie kermesse non proprio. Nella serata di sabato, mentre Paolo Nutini dava prova di grande presenza sul palco di piazza del Duomo davanti a circa 2500 persone, con un biglietto di ingresso di 30 euro, a Lucca Norah Jones ha richiamato 5mila persone in piazza Napoleone con un biglietto che, con diritti di prevendita annessi, variava dai 37 ai 48 euro.

Stessa cosa per la domenica, dove la coppia Gov’t Mule e John Hiatt hanno attirato circa 3000 paganti con un biglietto variabile dai 32 ai 38 euro, mentre a Lucca i Kasabian erano sostenuti da 4300 persone con un biglietto di 34 euro. Un segno negativo che però, secondo Giovanni Tafuro, presidente dell’associazione Blues In «non descrive una tendenza precisa perché nel 2009 e nel 2010 avevamo chiuso con meno biglietti strappati rispetto al 2011. Il calo più vistoso si è avuto nella serata di sabato con Paolo Nutini ma in questo caso dobbiamo considerare due cose: la prima è che inizialmente Nutini doveva suonare di venerdì mentre B.B.King di sabato e questo avrebbe permesso a molti appassionati di fare un abbonamento per i due giorni più “blues”; la seconda è che l’uscita del nuovo cd di Nutini è stata posticipata dalla primavera all’autunno, annullando così ogni sorta di promozione sui media nazionali».

Difficile operare un confronto con l’altra storica realtà del territorio, ovvero l’Arezzo Wave tornato in patria dopo le peregrinazioni di Firenze, Livorno e Lecce. Secondo gli organizzatori nei quattro giorni di festival si sono raggiunte le 40mila presenze. Gli artisti presenti nel programma 2012 del Blues hanno avuto più pubblico a Pistoia rispetto ad altre tappe italiane del loro tour, come B.B.King che venerdì ha fatto 800 presenze in più della data di Milano del giorno precedente. Sotto il piano organizzativo il festival del 2013 dovrà cambiare, lo ha annunciato sempre Bertinelli, e anche sul piano artistico qualcosa sembra muoversi: «Ci piacerebbe molto – ha aggiunto Tafuro – realizzare degli eventi culturali nelle vie e nelle piazze del centro storico».(m.g.)

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