Il Tirreno

Pistoia

Si è spento a 90 anni Arrigo Valiani

di Francesco Albonetti
Si è spento a 90 anni Arrigo Valiani

Titolare del celebre caffè di via Cavour, è stato soprattutto promotore d’arte e di cultura. I ricordi della moglie Ginevra

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di Francesco Albonetti

PISTOIA

Aveva compiuto 90 anni il 26 giugno scorso. Ma proprio quel giorno, per uno strano destino, Arrigo Valiani è caduto nel bagno di casa, procurandosi la frattura ad un braccio. Un incidente banale, ma arrivato in un’età veneranda e col fisico minato dal diabete e da problemi di cuore che lo affaticavano da qualche anno: per Valiani è stato come entrare in un tunnel. Lunedì sera si è spento in seguito a una complicazione polmonare in un letto del reparto dimedicina dell’ospedale del Ceppo. Scompare così una figura di assoluto rilievo nel mondo del commercio, ma soprattutto della cultura cittadina. Valiani, laureato in storia e filosofia, ha legato il suo nome non solo allo storico Caffè di via Cavour, ereditato dalla famiglia di pasticceri fin dal 1864. Oltre ad essere stato dirigente provinciale e toscano della Confcommercio, ha contribuito come pochi a fare di Pistoia una delle alcove dell’arte più floride in Toscana e in Italia.Nel 1967 fondò la Galleria Valiani, attigua al negozio, che nel corso di questi 45 anni ha ospitato alcuni fra i maggiori artisti italiani e pistoiesi. Appassionato d’arte e artista, mecenate e precursore di quel connubio fra arte e attività di impresa che oggi va per la maggiore in molti centri storici.

Arrigo Valiani lascia la moglie Fiammetta, da cui era legato da ben 63 anni. Un’unione solida e felice, dal quale è nato il figlio Dante. E poi i nipoti Benedetta e Francesco, quest’ultimo calciatore di spicco, che proprio nei giorni scorsi è passato dal Parma al Siena. L’anno scorso Arrigo aveva perso il fratello Giuseppe, a cui era molto attaccato nonostante questi avesse scelto una strada completamente diversa da quella della famiglia, dedicandosi a tempo pieno alla campagna e alla cura dei vigneti di Morellino nella Maremma grossetana.

«Arrigo era un uomo meraviglioso – lo ricorda così la moglie Ginevra – di arte, di cultura, di poesia. Dopo la laurea aveva insegnato ed aveva partecipato ad un concorso per preside, vincendolo. Ma preferì lasciare, anticipando la pensione, per dedicarsi a tempo pieno all’attività di pasticceria e alla galleria, che in quel momento eravamo rimaste solo io e mia suocera a svolgere».

Attività rimasta solida fino a qualche anno fa, quando la famiglia dovette cederla, lasciando molta amarezza nella coppia di coniugi soprattutto quando i gestori decisero di chiudere definitivamente il negozio. «L’ultima mostra nella galleria è stata quella del nostro amico e grande artista Aristodemo Capecchi – dice Ginevra – Lui vorrebbe salvare la galleria, continuando l’attività con le sue opere, ma non so se ce la faremo con le spese».

Enorme il patrimonio culturale e artistico lasciato da Valiani, fra cui una Divina Commedia edita da Alinari nel 1901 e illustrata da pittori italiani dell’Ottocento: 228 opere che era stata stimata 600mila euro e che gli Uffizi avrebbero dovuto acquistare, ma poi l’affare non andò in porto. I funerali di Arrigo Valiani si terranno oggi pomeriggio alle 16 nella chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, proprio di fianco allo storico caffè. «Arrigo ci aveva fatto il chierichetto» ricorda la moglie. Poi l’imprenditore riposerà al cimitero della Misericordia, nella tomba di famiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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