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Pistoia

EMERGENZA IDRICA

Multe a chi annaffia orti e riempie piscine

Multe a chi annaffia orti e riempie piscine

MARCELLO. Non siamo ancora all’allarme siccità, ma poco ci manca. Sulla montagna pistoiese non piove seriamente da un paio di mesi. Se poi ci mettiamo che le precipitazioni nevose nell’inverno...

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MARCELLO. Non siamo ancora all’allarme siccità, ma poco ci manca. Sulla montagna pistoiese non piove seriamente da un paio di mesi. Se poi ci mettiamo che le precipitazioni nevose nell’inverno trascorso sono state scarse, con tanto fredda e poca neve, ecco spiegato il problema idrico. In questo contesto l’amministrazione comunale di San Marcello, dietro comunicazione trasmessa dal gestore unico Gaia, ha emesso un’ordinanza, nella quale si evidenzia come la particolare situazione di carenza idrica necessita di alcuni particolari tipi di intervento per il risparmio dell’acqua in tutto il comune. «Visto il regolamento approvato dall’Ato Toscana Nord è fatto divieto assoluto dell’uso di acqua di pubblico acquedotto per usi impropri e sono altresì vietati i prelievi abusivi», si legge nell’ordinanza fatta prevenire all’amministrazione comunale da parte di Gaia, dove si evidenzia che è vietato prelevare acqua dalle fontane pubbliche per usi diversi dall’alimentazione, dai servizi igienici e dagli altri impieghi ordinari domestici e, comunque, applicando alle bocche delle fontane tubi di gomma allo scopo di convogliare acqua. E’ divieto anche di prelevare l’acqua dalle bocche di innaffiamento stradale e dei giardini pubblici, nonché del lavaggio delle fognature, se non da persone autorizzate. E’ divieto anche prelevare acqua dagli idranti antincendio stradali se non per spegnimento incendio. «Tutti questi casi sopra evidenziati – si legge nella nota di Gaia – costituiscono violazione del codice penale e potranno essere denunciati alle autorità competenti. Ci sono poi altri divieti che sono annotati: divieto assoluto di annaffiare con acqua da pubblico acquedotto, come orti o giardini privati o pubblici. Divieto anche di annaffiare superfici adibite ad attività sportive, sia pubbliche che private. Divieto di riempimento di piscine private, fatto salve quelle di proprietà pubblica o private, destinate ad un’utenza pubblica, quali piscine ad uso collettivo inserite in strutture adibite ad attività turistico alberghiere, agrituristiche o ricettive». L’ordinanza tratta del divieto di acqua potabile per usi impropri.

Alessandro Sisi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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