La manifestazione
Le Poste confermano i tagli di 8 sportelli
Fumata nera nell’incontro di ieri con i sindacati. Cisl e Cgil: «A rischio l’intero servizio in montagna»
PISTOIA. Il direttore provinciale di Poste Italiane, Gabriele di Donato, ha confermato ieri nell’incontro con i sindacati i tagli già annunciati sulla stampa. Il piano di riorganizzazione “lacrime e sangue” è stato presentato all’Agcom, e prevede la chiusura, solo in Toscana, di circa 140 uffici postali entro la fine dell’anno.
Pistoia, con i suoi tanti uffici monounità localizzati soprattutto nelle frazioni montane, ha la poco invidiata leadership dei tagli: da qui a dicembre, nelle intenzioni di Poste, dovrebbe dire addio a 24 uffici e vedere ridotto il numero di giorni e orari di apertura di altri 5.
Cgil, Cisl e Uil, una volta appresa ufficialmente la notizia (anche se la lista con i nomi degli uffici circolava già da qualche giorno) hanno deciso di chiedere un incontro urgente dal prefetto Mauro Lubatti, alla presenza della presidente della Provincia Federica Fratoni e e dei sindaci dei Comuni interessati dai tagli. Praticamente quasi tutti i sindaci pistoiesi.
La contrarietà è totale, sia alla riorganizzazione del settore recapito (che in provincia prevede la riduzione di 31 zone e altrettanti portalettere) che del servizio di sportello. «La logica che muove l’azienda - commenta Giuseppe Totaro, segretario provinciale di Cisl Poste - è esclusivamente quella dell’economicità. Si è fatta preparare da Agcom una lista degli uffici ritenuti diseconomici, e chiude, quando, come già spiegato in precedenti confronti dai nostri rappresentanti nazionali, basterebbe un investimento minimo per lo sviluppo di realtà ora poco produttive. Siamo contrari alle chiusure, e anche alle razionalizzazioni, per la funzione sociale svolta dal servizio in tante piccole frazioni».
Dalla notizia dei tagli non è passato giorno senza che il telefono non abbia squillato: cittadini, associazioni, amministratori. Le linee sindacali sono diventate bollenti. Venerdì pomeriggio i segretari provinciali di Cgil e Cisl terranno una conferenza stampa nella sede della Camera del Lavoro, in via Puccini. «Nonostante la rassicurazione sull’assenza di ricadute occupazionali - commenta Gianluca Balli, della Cgil - la nostra reazione non può che essere negativa. A rischio è la stessa sopravvivenza del servizio in montagna».
Gli uffici compresi nell’elenco, lo ricordiamo, sono: Calamecca, Piastre, Prunetta, Sambuca, Treppio, Campo Tizzoro, Gavinana, Maresca, Corbezzi, Marliana, Avaglio, Pian degli Ontani e Pianosinatico.
Tiziana Gori
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