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Alla Casa di Gello una nuova vita per i malati di autismo

Alla Casa di Gello una nuova vita per i malati di autismo

PISTOIA. Verrà inaugurata domani a Gello, in via di Brandeglio, la farm community Casa di Gello, struttura creata per l’accoglienza di persone affette da autismo. Lo stabile è stato donato dalla...

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PISTOIA. Verrà inaugurata domani a Gello, in via di Brandeglio, la farm community Casa di Gello, struttura creata per l’accoglienza di persone affette da autismo.

Lo stabile è stato donato dalla fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e sarà gestito dalla onlus Agrabah (associazione genitori per l’autismo). L’altra mattina, nella sede della Fondazione Cassa di risparmio, c’è stata la firma del contratto di comodato da parte dei due presidenti, Ivano Paci e Alvaro Gaggioli.

Agrabah ha come scopo il recupero e il reinserimento nella società dei malati di autismo. Il modello delle Farm Communities, già sperimentato in Stati Uniti e Gran Bretagna, è considerato lo strumento più efficace per aiutare i pazienti a sviluppare rapporti interpersonali e ad elevare la qualità della vita. Il progetto è cominciato nel 2006 ed i lavori di costruzione nel 2010.

Casa di Gello è circondata dai campi, nei quali lavoreranno gli ospiti. I disabili infatti alterneranno l’attività di orticultura, falegnameria e cura degli animali da fattoria alla musicoterapia e al teatro.

«È un dato scientificamente acquisito – commenta Ivano Paci – che il lavoro può aiutare il recupero delle capacità di relazione nei soggetti autistici, se adeguatamente supportato da una terapia. Per questo la Fondazione Cassa di risparmio è orgogliosa di offrire questa opportunità all’associazione Agrabah, una delle poche realtà che si occupa di questo problema».

«La onlus organizzerà, oltre alle attività, anche un progetto terapeutico individuale basato sulle capacità specifiche di ogni paziente» aggiunge Alvaro Gaggioli, presidente Agrabah.

Lo staff che seguirà gli ospiti di Casa di Gello è composto da 9 persone tra medici ed operatori sanitari, ma l’intento è quello di ospitare anche le famiglie. Casa di Gello accoglierà nelle ore diurne venti persone, tra pazienti neomaggiorenni ed adulti. Offre anche accoglienza notturna, con 10 posti letto in camere singole, tuttavia nel periodo iniziale il pernottamento sarà consentito solo durante il weekend. Lo stabile inoltre è fornito di ogni comfort: mensa, palestra, sale di laboratorio, cucina e stanza riunioni.

Le piante dell’area verde sono state offerte dalla fondazione Giorgio Tesi onlus, mentre gli interni da Enel Cuore.

«È un edificio modernissimo – spiega l’architetto progettista Marco Bernardi – e quasi del tutto autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie a pannelli fotovoltaici sul tetto. Inoltre, abbiamo voluto evitare ogni caratteristica che potesse richiamare una struttura sanitaria: anche l’ arredamento ha l’obiettivo di creare un ambiente familiare e tranquillizzante, affinchè i pazienti possano sentirsi a proprio agio».

È questa una delle pochissime farm communities presenti in Italia: permetterà di avviare un progetto su una malattia di cui sappiamo ancora poco.

Bernardo Carradori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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