Sicurezza
Il turismo è sempre più mordi e fuggi
Gli alberghi deserti durante la settimana si rianimano nei weekend. «La buona notizia è il ritorno dei toscani»
CUTIGLIANO. Pistoiesi e fiorentini riscoprono la montagna pistoiese. È il fenomeno che in questa stagione estiva si sta verificando sul nostro Appennino tosco-emiliano dove, fra i morsi della crisi, ad accentuarsi è un trend davvero curioso. L’estate 2012, come prospettato dall’andamento decrescente degli anni passati e dalla situazione di incertezza economica a livello nazionale, si sta rivelando tutt’altro che brillante per gli operatori turistici della montagna pistoiese. Basta fare quattro chiacchere con gli albergatori delle località di vacanza per rendersi conto come il turismo, specie se individuale, nuovo e non sociale, sia praticamente fermo.
C’è però l’eccezione che conferma la regola, quello che potremmo definire un turismo di prossimità: persone che dalla vicina piana, in particolare da Pistoia, Prato e Firenze, decidono di trascorrere 3 o 4 giorni alla ricoperta del vicino Appennino pistoiese. «I toscani stanno riscoprendo la propria montagna – esordisce Enrica Zanni, titolare del ristorante La Casina di Abetone – la nostra stazione di villeggiatura, essendo vicina alle città, lavora da sempre con turismo per lo più pendolare, sia in estate che in inverno. Tuttavia, anche al ristorante, mi capita sempre più spesso di vedere persone che dalle città vicine vengono in soggiorno ad Abetone e rimangono affascinate dalla montagna pistoiese, con le sue belle passeggiate e gli scenari naturali. C’è un po’ una riscoperta, forse anche a causa della crisi. Nei periodi di benessere diffuso, si tende a snobbare le mete più vicine, seppur belle, in favore di destinazioni lontane o considerate più alla moda».
Il fenomeno della prossimità non si limita ad Abetone, ma è evidenziato anche dagli operatori dei comuni limitrofi. Come pure la stagione sottotono, con affluenza forse ai minimi storici nei giorni feriali. I numeri parlano chiaro: per tutto giugno e la prima quindicina di luglio, le camere occupate nella maggior parte degli alberghi di Abetone e Cutigliano oscillavano fra le zero e le due, con un piccola crescita nel fine settimana. Al 20 luglio, mancano prenotazioni al di fuori della clientela abituale e anche fra questa si registra qualche calo.
«Il lavoro è sotto la media, come oramai accade da qualche anno – spiega Simone Breschi dell’hotel Miramonte di Cutigliano – a salvarmi la stagione sono i due gruppi di anziani affezionati che ogni estate da decenni tornato al mio albergo. Guadagni? Non ce ne sono da qualche anno. Le prenotazioni individuali sono poche, per lo più clienti della quarta età fidelizzati che si sentono come a casa loro. I clienti nuovi sono spesso persone, anche giovani, che dopo una malattia o un intervento preferiscono trascorrere sulle nostre montagne il periodo della convalescenza. Non siamo certo a Lourdes e non abbiamo il potere di guarire nessuno, ma spesso noto che le persone anziane rifioriscono davvero dopo un soggiorno sul nostro Appennino».
Uno spunto interessante per il seminare futuro degli operatori turistici a Cutigliano dove, da circa un anno, anche il Comune ed il consorzio Apm coniugano “Montagna & Benessere” in pacchetti creati ad hoc per malati di Sla e disabili. Quanto alle prospettive per l’agosto, non sono così rosee, anche se il caldo e le manifestazioni hanno mosso un bel flusso di visitatori nell’ultimo fine settimana.
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