Sicurezza
Gov’t Mule, e il Blues spegne le luci
A Pistoia l’unica data italiana della band di Warren Haynes. A concludere, il chitarrista country-rock John Hiatt
Si conclude stasera la trentatreesima edizione del Pistoia Blues Festival, dopo la bella performance di ieri sera di Paolo Nutini, giovanissimo cantautore scozzese che senza tanti fronzoli ha preso possesso del palco da musicista navigato. Le band emergenti che inaugureranno la giornata conclusiva saranno i “Carslbad”, formazione pistoiese che dopo aver sfiorato la vittoria del “Route to Pistoia” lo scorso anno, si sono aggiudicati il premio “Sonorità 2012”, ricevendo così un pass per il palco di piazza del Duomo, e dai “El cuento de la chica Y la tequila”, progetto nato nel 2007 dall’unione di diverse esperienze cantautoriali.
Subito dopo di loro ancora spazio agli artisti nostrani, rappresentati dai “Four Funk” di Daniele Nesi , Keki Andrei, Carmine Bloisi e Andrea Ranfa che portano avanti con successo da molti anni il loro personale funky blues di chiara ispirazione “seventies”. Poi toccherà al super gruppo dei “Le Blanc”, che presenta alla chitarra Nick Becattini, al basso Leon Price, all’organo hammond Pippo Guarnera, alla batteria Vince Vallicelli e alla voce l’affascinante Ty LeBlanc, cantante americana di formazione gospel.
A chiudere la serata ci penserà il prolifico chitarrista John Hiatt, che pare aver chiesto all’organizzazione più tempo per suonare dopo aver saputo che i Gov’t avrebbero concluso il loro concerto intorno alle 22. Nato a Indianapolis nel 1952, Hiatt ha diviso la sua carriera fra rock, il country e generi a volte non proprio limitrofi come la new wave, arrivando al successo nel 1987 con l’album “Bring the family”, realizzato assieme ad un gruppo di fenomeni come Ry Cooder, Nick Lowe e Jim Keltner, che conteneva il famoso brano “Have a little faith on me”. Anche lui sarà a Pistoia per l’unica data italiana del suo tour mondiale assieme alla band “The combo”, con la quale suonerà alcuni brani tratti dal suo ultimi lavoro, il ventesimo della sua carriera, “Dirty jeans and mudslide hymns”, oltre ai successi che fin dagli anni ’70 ne hanno fatto uno dei più originali interpreti della musica americana. Appuntamento al prossimo anno con le tre notti più lunghe della stagione, il Blues.
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