La manifestazione
Respinte le richieste di dissequestro
Solo 3 dei 32 indagati che si erano appellati riavranno soldi e auto. Martedì udienza per le istanze sugli immobili
PISTOIA. Respinti nella loro quasi totalità i ricorsi presentati contro i sequestri preventivi di soldi e auto disposti dalla procura nei confronti degli arrestati e degli indagati nell’ambito dell’inchiesta Untouchables, che lo scorso 11 giugno ha portato in carcere o ai domiciliari 23 tra imprenditori e funzionari pubblici, per poi proseguire con l’arresto, venerdì della scorsa settimana, del comandante dei vigili urbani di Pistoia Giuseppe Napolitano.
Dei 32 ricorsi discussi dagli avvocati difensori martedì davanti a due distinti collegi del tribunale (per motivi di incompatibilità è stato necessario formarne due), soltanto tre – di modesta importanza – sono stati accolti: contro questa decisione il pm titolare dell’inchiesta, Francesco Sottosanti, ha già presentato ricorso in Cassazione. Così come è probabile che davanti alla suprama corte verranno impugnati dai legali le 29 sentenze di rigetto.
I ricorsi in oggetto riguardavano come detto i sequestri di denaro e auto. Martedì prossimo invece veranno discussi davanti al tribunale quelli relativi ai sequestri preventivi adottati dalla procura degli immobili degli indagati: 17 coloro che hanno depositato la richiesta in cancelleria.
L'inchiesta Untochables riguarda una cinquantina di gare di appalto - più della metà del Comune di Pistoia - che secondo gli inquirenti sarebbero state "taroccate" da un gruppo di dipendenti pubblici infedeli (7 sono agli arresti) per far vincere un gruppo di aziende edili (15 gli imprenditori in carcere o ai domiciliari) che poi, a loro volta, si sarebbero sdebitate offrendo cene, viaggi all'estero, lavori gratis e - in diversi casi - vere e proprie mazzette. Il tutto tra il 2006 e i primi mesi del 2012. A coordinare il tutto ci sarebbe stato l'unico politico per ora coinvolto, l'esponente socialista valdinievolino Roberto Riccomi. L'ordinanza del gip, per gli imputati principali, parla di associazione a delinquere, corruzione aggravata e turbativa d'asta.
Attualmente l’unico imprenditore rimasto in carcere è Roberto Vescovi, 68 anni. Così come è ancora in cella Marcello Evangelisti, dirigente del servizio lavori pubblici del Comune di Pistoia.
Rimane agli arresti domiciliari invece il comandante della polizia municipale di Pistoia, dopo che giovedì il gip ha respinto la richiesta di mitigazione della misura cautelare avanzata dal difensore dopo l'interrogatorio di garanzia di lunedì scorso.
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