Il Tirreno

Pistoia

Farà il fisico, ma ora pensa a rock e jazz e legge Diabolik

di Berardo Carradori

Claudio Bonanno, 100 alla maturità scientifica, per gli amici è un “genio metallaro”. «Non fuggo, studierò a Pisa»

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PISTOIA. Nel novero di coloro che non possono lamentarsi sull’esame di maturità, anche se siamo in un periodo di infuocate polemiche riguardo ai risultati finali, c’è Claudio Bonanno. Con 100 alla maturità scientifica anche lui si candida come uno dei migliori studenti della città.

Presenta un curriculum invidiabile: 100 alla maturità scientifica, partecipante alle scorse Olimpiadi di matematica a squadre e alle Olimpiadi di Fisica individuali, a 15 anni ha ottenuto il First Certificate di Inglese. Claudio dimostra come possano coesistere passioni come la musica metal, i fumetti, la fisica e l’aritmetica. Forse un giorno lo vedremo tenere lezioni sulla teoria della relatività indossando una maglietta degli Iron Maiden, oppure parlare di neutrini e bosoni di Higgs strimpellando la chitarra.

Il tuo 100 è la fine di un percorso di cinque anni: come esci dalle superiori?

«Sono soddisfatto, è stato un duro lavoro. Ho fatto sacrifici, ma non troppi. Alla fine è valsa la pena di qualche uscita in meno con gli amici».

A cosa invece non hai rinunciato nei momenti di relax?

«Sicuramente la musica. Sono andato a lezione di chitarra elettrica e ho studiato solfeggio, facendo saggi e suonando a qualche festa con gli amici. Sono un appassionato di generi musicali diversi: il rock, il jazz, il metal e la musica classica, che hanno in comune molto più di quanto comunemente si pensi. Leggo libri e i comics italiani come Diabolik, P.K. e Tex. Infine amo i videogiochi: i preferiti sono Zelda e Supermario».

Hai già scelto cosa studierai all’università e dove andrai?

«Ho scelto da tempo: andrò alla facoltà di fisica a Pisa, che unisce una buona tradizione a comodità logistiche. Andrei all’estero solo se necessario, per poi tornare in Italia: se tutti i migliori se ne vanno, a chi resta in mano il paese?».

Come nasce questa passione per una materia impopolare come la fisica?

«Fino a qualche anno fa avrei creduto che la mia strada sarebbe stata quella della matematica, poi nel 2010 ho partecipato ad un campus di fisica, tenutosi a Villa La Magia. Lì ho capito che da grande avrei voluto fare il fisico. Ho conosciuto grandi nomi del mondo scientifico, come l’astronomo Franco Pacini, il filosofo della scienza Telmo Pievani e il professore di fisica Ezio Menchi,che suona in una band e ama la fisica come me».

Molti ragazzi stanno protestando per la struttura dell’esame di maturità: c’è chi sostiene che sia mal strutturato e inadatto a valutare gli studenti. Tu cosa ne pensi?

«Nella mia esperienza a scuola chi ha sempre studiato è stato premiato; non ci sono state sorprese. Forse poco peso viene dato ai crediti, questa è una critica che ho sempre mosso anche io. Comunque la struttura dell’esame non è da cambiare, semmai i crediti dovrebbero valere per il 40%, anzichè solo per il 25%. La maturità rispecchia il mondo dell’università e quello del lavoro: nei colloqui sta ad ognuno di noi sapersi presentare. Il curriculum conta, ma una buona impressione vale di più. Non so se è giusto, ma funziona così».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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