Sicurezza
«Piste ciclabili, perderemo i finanziamenti»
Allarme di Cialdi (Udc) dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato sul bando di gara
QUARRATA. Piste ciclabili a rischio: «Per arrivare in fondo all’opera bisogna muoversi fuori dagli argini» avverte il capogruppo Udc Alessandro Cialdi. La preoccupazione è sul rispetto della tempistica dettata dalla Regione. Le piste rientrano infatti nel progetto Piuss (piani di sviluppo sostenibile) finanziato a livello regionale e devono essere realizzate entro la fine del 2014. Non solo, per non dover restituire i milioni di euro intercettati, il Comune di Quarrata nei prossimi 2 anni e mezzo dovrà completare almeno il 70% delle opere contenute nel progetto. Con il cantiere della piscina di Vignole fermo da mesi e l’inizio dei lavori sulle piste ciclabili posticipato di almeno un anno rispetto alla tabella di marcia iniziale, aumentano le preoccupazioni. Il bando di gara per appaltare i percorsi destinati alle bici è infatti da ripetere - così come deciso dal Tar ad aprile e riconfermato dal Consiglio di Stato a giugno – per la presenza all’interno della commissione giudicatrice del dirigente responsabile del Genio Civile di area che era stato anche soggetto attivo nell’approvazione del progetto stesso, quindi non avrebbe dovuto far parte dell’organismo.
«Tutto questo – spiega adesso Cialdi – richiederà nuovi pareri e una revisione del progetto. L’autorizzazione rilasciata il 16 agosto 2011 dal Genio Civile verrà revocata automaticamente tra poche settimane così com’era previsto fin dall’inizio nel caso in cui le opere sugli argini non fossero state attuate entro 12 mesi. Il tutto alla luce di una nuova legge regionale, la 21 del 21 maggio 2012, che pone paletti ancora più stringenti in materia di argini e rischio idraulico. La prospettiva di trovarci con una serie di opere a metà e di non arrivare in fondo al Piuss è più che concreta. Per le piste ciclabili, dopo la sentenza del Consiglio di Stato e i ritardi accumulati, occorre rivedere il percorso e trovare alternative ai tratti previsti lungo i corsi d’acqua». Il capogruppo Udc vuole far chiarezza anche sul versante delle responsabilità: «Il dirigente del Genio Civile non doveva essere all’interno della Commissione, perché nessuno è intervenuto?»
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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