La protesta
Nuova legge a sostegno dell’attività vivaistica
PISTOIA. Il consiglio regionale ha approvato con voto unanime la legge regionale “Disposizioni per il sostegno all'attività vivaistica e per la qualificazione e valorizzazione del verde urbano”,...
PISTOIA. Il consiglio regionale ha approvato con voto unanime la legge regionale “Disposizioni per il sostegno all'attività vivaistica e per la qualificazione e valorizzazione del verde urbano”, proposta qualche tempo fa dal gruppo Pd (firmatari Venturi, Bini, Bugli, Tognocchi, Brogi, Ceccarelli, Parrini, Pugnalini e Tortolini) e che si è successivamente arricchita attraverso incontri con gli uffici, con gli operatori e le associazioni del settore agricolo.
La legge ricorda l’importanza del settore vivaistico: 2400 aziende per una superficie coltivata di oltre 6500 ettari, con un mercato di larga dimensione internazionale. Su una piccola porzione di terreno (pari all’1% della superficie agricola utilizzata in Toscana) si copre quasi un terzo della produzione agricola regionale .
La Toscana detiene il 70% delle esportazioni nazionali per un valore di 236 milioni di euro. Ma anche l’importazione di piante dall’estero, con un valore di 35 milioni di euro. La diffusione si concentra su Pistoia: 1.468 aziende, mentre tra le altre province emerge in particolare Arezzo (11% e 424 aziende).
Un settore che regge nel tempo sul mercato internazionale e che già comincia a vedere processi di delocalizzazione produttiva all’interno della stessa regione, ma anche fuori. Un’attività importante ed a forte impatto sulle risorse essenziali del territorio e sulle matrici ambientali: territorio, acqua, aria.
Di qui la necessità di una legge di filiera che operi lungo tre direttrici fondamentali. Prima di tutto con il sostegno dell’attività vivaistica, al fine di valorizzarne la funzione economico - sociale intervenendo in modo organico sulle misure che ne possono assicurare le prospettive future, dalle risorse fondamentali (acqua e suolo), al sostegno della competitività, della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione.
In secondo luogo promuovendo lo sviluppo delle aree a verde come strumento di valorizzazione del paesaggio e strumento di contrasto e contenimento delle emissioni dei gas serra in atmosfera. Se infatti l’impegno primario è quello di contenere le immissioni, non meno importante è l’attenzione al loro riassorbimento, possibile appunto attraverso l’azione naturale delle piante, sostenendo comportamenti virtuosi in tal senso.
Infine, la legge punta a spingere il sistema pubblico ad una maggiore qualificazione e cura degli spazi verdi urbani, per i quali non basta una generica destinazione a verde, ma serve una giusta selezione della sua qualità, delle sue caratteristiche e della sua gestione.
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