Il Tirreno

Pistoia

Subsonica in piazza per la pre-apertura del Blues Festival

di Michele Galardini

Scelte le band emergenti che apriranno i concerti principali Venerdì la Down Town precederà l’esibizione di B.B. King

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PISTOIA. Mancano poco più di 48 ore all’inizio della tre giorni di concerti marcati Pistoia Blues, ancora meno se si considera il concerto pre-Blues che domani sera vedrà protagonisti i Subsonica. Si sono intanto conclusi anche i contest per le band emergenti che hanno incoronato sei gruppi vincitori che apriranno i concerti principali di Piazza del Duomo. Venerdì, prima dello show di B.B. King suoneranno la “Down Town Blues Band” (gruppo ligure vincitore di Obiettivo Blues In) e i pisani “Danny Bronzini Trio” (vincitori della selezione indetta da Tvl “Route to Pistoia”). Sabato, prima dell’attesissimo Paolo Nutini, suoneranno i “Tribumista” (vincitori di Obiettivo Blues In) e i “Larulot Music Van” (band pistoiese vincitrice del Capoliveri Blues 2012). Domenica, giornata blues per eccellenza, a scaldare il pubblico per John Hiatt e i grandi Gov’t Mule ci penseranno I trevigiani “El Cuento De La Chica Y La Tequila” e i pistoiesi Carlsbad che l’anno scorso arrivarono in finale di “Route to Pistoia” e quest’anno si sono aggiudicati la vittoria di “Sonorità 2012”. Tanta l’attesa per un festival che negli ultimi anni ha introdotto molte nuove formule, sperimentando approcci anche antitetici. Per dare continuità ai workshop introdotti nella passata edizione, quest’anno sono state create delle clinic specifiche per ogni strumento condotte da musicisti esperti come Sergio Montaleni per la chitarra Daniele Nesi per il basso, Keki Andrei per l’organo Hammond e Carmine Bloisi per la batteria, che si svolgeranno nei giorni del festival, con prova pratica finale di jam session presso la caffetteria del Museo Marini. Quest’anno, a detta del direttore artistico Giovanni Tafuro, anche il mercatino parallelo sarà più inerente al target della manifestazione accogliendo, probabilmente, più collezionisti di dischi e meno venditori di essenze e profumi. Certo è che a guardare il Blues con gli occhi di un nostalgico balza agli occhi il progressivo allontanamento nei confronti del genere da cui ha preso a prestito il nome. Un allontanamento spinto dalle tante altre realtà limitrofe che hanno preso sempre più campo nell’estate toscana, primo fra tutti il Lucca Summer Festival. Anche il Blues, che nel 2007 presentava un cartellone di 4 giorni con Patti Smith, Jeff Beck, Greg Allman, John Mayall, Joe Bonamassa e Joe Cocker, si è adeguato velocemente alle moderne necessità, divenendo un festival meno specializzato e più appetibile, dove i bluesman aprono con grande maestria la strada ai gruppi rock/pop/metal della sera. Senza niente togliere all’impatto di band come Skunk Anansie, Chickenfoot e Porcupine Tree, da qualche anno si sente la mancanza di un’atmosfera che ha fatto grande il festival negli anni ’80 e ’90. Colpa delle deviazioni dell’industria dello spettacolo e del costo eccessivo di alcuni esponenti del soul/blues contemporaneo, su tutti John Mayer. Andremo comunque a vedere B.B. King con gli occhi spiritati di chi ha davanti una leggenda.

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nell’inserto estate

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