Il Tirreno

Pistoia

Per l’Asl è tutto ok, ma la cisl teme ricadute sugli utenti

Ospedale, non convince il piano dei servizi estivi

di Beatrice Faragli

PISTOIA. «Incongruenze e possibili ricadute sugli utenti» nella riorganizzazione estiva dei servizi sanitari decisa dall’ Asl. Mentre dall’azienda dichiarano che tra luglio e agosto l’assistenza non...

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PISTOIA. «Incongruenze e possibili ricadute sugli utenti» nella riorganizzazione estiva dei servizi sanitari decisa dall’ Asl. Mentre dall’azienda dichiarano che tra luglio e agosto l’assistenza non subirà variazioni sostanziali, dalla Cisl puntualizzano invece i cambiamenti in atto e esprimono perplessità circa il piano adottato. I dubbi erano già stati presentati a giugno in sede di confronto tra le parti e riguardano sia il carico eccessivo di lavoro dirottato sull’ospedale del Ceppo, sia la riduzione dei posti letto durante i mesi più caldi.

La rimodulazione resa nota la scorsa settimana prevede, fino ai primi giorni settembrini, un taglio del 30% sull’attività operatoria, con la chiusura di 3 sale su 7 al Ceppo, e di 70 posti - 5 per ogni reparto dell’area chirurgica - sui complessivi 710 a disposizione dell’Ausl3.

«Dal 18 giugno al 9 settembre – spiega Giovanni Susini, responsabile Cisl per la zona pistoiese – la day surgery e la week surgery di Pescia resteranno chiuse. Le operazioni, anche se ridotte rispetto agli altri mesi dell’anno, verranno dirottate tutte su Pistoia che già è insufficiente alla base».

L’Asl parla di una «complementarietà tra i 2 presidi provinciali». Il sindacato invece sostiene che la chiusura dei reparti e la riduzione dell’offerta di prestazione andranno a incidere in maniera pesante su tutta la cittadinanza allungando ancora di più le liste d’attesa per le operazioni programmate (quelle cioè che si fanno in un regime di non urgenza) come ernie, emorroidi e colecisti.

«Siamo d’accordo – dice Susini - con la riorganizzazione dei servizi, inevitabile visto che il personale è in ferie, ma continuiamo ad avere diverse perplessità su come questa sia stata attivata dall’azienda. Certamente poteva essere discussa di più. All’interno della rimodulazione non si considera, per esempio, il momento di forte crisi economica che potrebbe far pensare a un minor esodo estivo delle famiglie e quindi a una conseguente richiesta invariata di prestazioni».

Incomprensibile inoltre che la teoria della “città vuota” non valga anche nel fine settimana. «Il sabato e la domenica – continua Susini – sui 5 posti letto ridotti in ogni setting, dobbiamo recuperarne 3 per far fronte a un’ipotetica carenza dovuta alla massiccia affluenza dei cittadini al Pronto soccorso. Incongruente che la statistica estiva del calo degli accessi, usata dal lunedì al venerdì, non sia valida proprio nel fine settimana, quando teoricamente la gente va di più al mare». Aggiungere e togliere letti inoltre avrebbe una ricaduta diretta sugli utenti, costretti, ad esempio, ai trasferimenti da stanza a stanza del lunedì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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