Sicurezza
In piazza contro la sosta selvaggia
Bambini assediati dalle auto, una catena umana di genitori per chiedere il rispetto dei divieti
GAVINANA. Turisti e mamme sul piede di guerra a Gavinana per colpa dei parcheggi selvaggi che avvengono soprattutto dalle ore 20 in poi nella piazza principale del paese, quando molti villeggianti, con prole e passeggini al seguito, non riescono a stare tranquilli al fresco della sera per colpa della autovetture che sostano a lungo, nonostante ci sia il divieto totale di 24 ore.
A tale proposito alcune mamme, e anche qualche babbo, hanno deciso di inscenare una clamorosa protesta domani sera, con una catena umana che circonderà praticamente tutta piazza Francesco Ferrucci al fine di impedire il parcheggio degli automobilisti sotto la statua equestre dell’eroe fiorentino.
Questo problema, a Gavinana, si ripresenta ogni anno all’inizio dell’estate, puntualmente, con proteste vibrate sempre più forti da parte di interi nuclei familiari che non riescono a godersi la vacanza e soprattutto far giocare i proprio bambini all’aria fresca della sera.
Furono proprio i bambini, la scorsa estate, a scrivere e a lasciare sui parabrezza delle auto dei volantini in cui chiedevano di lasciare libera la piazza dato che nessuno avrebbe dovuto sostarvi visto il divieto permanente.
Fu una lettera aperta che ebbe un seguito quando alcuni volontari della locale Pro Loco posizionarono davanti alla chiesa parrocchiale delle fioriere per ritagliare ai villeggianti e turisti un piccolo spazio. Ma anche quelle fioriere, messe dalla sera alla mattina, crearono tensione tra l’allora sindaco Strufaldi e il suo assessore al turismo. Una polemica che finì sul nascere dato che poi le quattro fioriere rimasero nella loro posizione, dietro la statua del Ferrucci, fino alla fine dell’estate.
Ora invece, è la volta di questa clamorosa protesta da parte di un nutrito gruppo di genitori che, dalle ore 20 in poi, domani sera, formerà una catena umana lungo tutta la piazza, per protestare contro la sosta selvaggia e anche contro l’amministrazione comunale o gli organi preposti al controllo, che a loro dire non riescono ancora a risolvere questo oramai annoso ed estivo problema.
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