Sicurezza
Aria invece di acqua dai rubinetti
Proteste alle Pozze: «Non possiamo lavarci, ma la nostra bolletta è più salata di quella di chi non ha problemi»
PISTOIA. Il caldo torrido delle ultime settimane ha annullato gli effetti benefici dei temporali primaverili e il rischio siccità torna ad affacciarsi, soprattutto nelle frazioni collinari servite da pozzi e fonti superficiali.
È in queste zone, oltre che nei vivai, che il solleone che ormai segna il tempo dal mese di giugno, mette a dura prova i residenti.
Problemi di approvvigionamento idrico non mancano anche a chi non dovrebbe averne perché l’allacciamento all’acquedotto cittadino ce l’ha.
È il caso di alcune famiglie di via Sdrucciola a Le Pozze, in Valdibure, dove dal rubinetto del lavandino di casa non esce acqua, ma aria ad alta pressione.
La bolletta dell’acqua tuttavia arriva lo stesso, anzi, addirittura più salata di quella dei vicini, i quali la doccia possono farsela senza problemi.
«Con l’arrivo dell’estate si ripresenta sempre lo stesso problema – spiega Patrizia Stella –. Dai rubinetti di casa l’acqua esce col contagocce; ad uscire invece, e tanta, come fosse acqua è l’aria.
«Eppure la bolletta arriva come se consumassi tanta acqua quanta aria: lo scorso mese ho pagato tre, quattro volte tanto quello che pagano i miei vicini di casa. Una situazione ingiusta e insostenibile.
«Oltretutto io non riesco ad utilizzare l’acqua nemmeno per farmi la doccia, loro invece sì e senza problemi».
Un problema quello di Patrizia che accomuna altre cinque famiglie che risiedono in via Sdrucciola, come lei costrette a fare sempre i salti mortali anche per utilizzare semplicemente la lavatrice, di cui c’è quotidiana necessità:
«Come tutte le famiglie normali vorrei poterla farla funzionare al mattino, quando esco di casa per lavoro – racconta Patrizia –.
«Ma non posso perché c’è sempre il rischio che dalle tubature esca più aria che acqua e faccia rompere tutto.
« Così oltre alla beffa di pagare una bolletta per una quantità di acqua che non utilizzo, aggiungerei il danno di dover ricomprare la lavatrice».
Sul perché a Le Pozze parte dell’acquedotto sia ad aria compressa si possono avanzare solo ipotesi: la più plausibile è che, a causa del dislivello della zona, in periodi di siccità come questo, non ci sia abbastanza pressione per spingere l’acqua nelle tubature.
La cosa certa è che, ogni due giorni, le famiglie sono costrette a chiamare un tecnico per far “sfiatare” i tubi.
Sull’argomento il capogruppo dell’Idv Andrea Betti ha presentato un’interpellanza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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