Sicurezza
«Rischio d’inquinamento delle prove»
Ecco perché il gip ha disposto l’arresto del comandante dei vigili Giuseppe Napolitano. Domani l’interrogatorio
PISTOIA. Pericolo di inquinamento delle prove e rischio di reiterazione del reato: queste le motivazioni per le quali il gip del tribunale ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Napolitano, comandante della Polizia municipale di Pistoia, nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables”.
Dopo gli arresti dell’11 giugno scorso, che avevano portato in carcere o ai domiciliari, 23 tra imprenditori e funzionari pubblici, sembra infatti che le intercettazioni telefoniche portate avanti da mesi dagli investigatori della Digos siano andate avanti: potrebbe essere in base a nuove conversazioni intercettate che il giudice delle indagini preliminari, su richiesta del pm titolare dell’inchiesta, Francesco Sottosanti, ha firmato il provvedimento, eseguito venerdì mattina.
Intanto, per domani mattina, il gip Roberto Tredici ha convocato a palazzo di giustizia Giuseppe Napolitano, per l’interrogatorio di garanzia. Difeso dall’avvocato Fabio Piccioni, del foro di Firenze, il comandante dei vigili pistoiesi dovrebbe rispondere alle domande del magistrato, visto che già nelle settimane scorse aveva egli stesso chiesto di essere interrogato dal pubblico ministero per chiarire la propria posizione nella vicenda (il suo nome infatti compariva nel testo dell’ordinanza cautelare nei confronti degli arrestati dell’11 giugno).
Originario di San Giuseppe Vesuviano e laureato in giurisprudenza, 41 anni, Napolitano guidava i vigili urbani pistoiesi dal settembre 2007. Il sindaco Samuele Bertinelli, non appena appresa la notizia dell’arresto, ha deciso di sospenderlo dall’incarico e dal servizio in attesa che sulla vicenda venga fatta chiarezza.Napolitano è indagato per la vicenda legata all'installazione del nuovo autovelox sulla tangenziale cittadina, per il reato di turbata libertà degli incanti in concorso con Stefano Meoni, funzionario comunale responsabile dell'ufficio viabilità, Marcello Evangelisti, dirigente del servizio lavori pubblici, e Carlo Alberto Diddi, imprenditore, arrestati lo scorso 11 giugno. «Mediante doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti – si legge nel capo di imputazione contestato a Meoni – turbavano la gara indetta dal Comune di Pistoia per interventi in materia di politiche per la sicurezza, opere edili necessarie per l'installazione di un misuratore di velocità sul raccordo di Pistoia, al chilometro 1+400, aggiudicata alla Diddi Carlo Alberto Sas mediante affidamento diretto, per un importo di 39.950 euro».
«In particolare – si legge ancora nell'ordinanza – i mezzi fraudolenti sono consistiti nel ricorrere alla procedura dell'affidamento diretto per i lavori in economia in mancanza dei presupposti previsti in relazione all'importo e alla tipologia dei lavori da eseguire; nel ridurre l'importo dei lavori facendolo rientrare nei limiti dei 40.000 euro, ben sapendo che successivamente sarebbe stato necessario ricorrere a un'altra gara o a varianti in aumento; nell'escogitare una motivazione che giustificasse il ricorso ai lavori in economia al solo fine di aggiudicare i lavori al Diddi senza indire alcuna gara».
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