Sicurezza
Poste, solo cinque uffici per tutta la Montagna
Pistoia la provincia più colpita in Toscana dai tagli programmati dall’azienda Accorpamenti in arrivo anche in parecchie zone della Valdinievole e della Piana
PISTOIA. Ventiquattro chiusure, 5 uffici razionalizzati, ossia ridotti nei giorni di apertura. Più che un piano di efficientamento è un bollettino di guerra quello preparato da Poste Italiane e che le organizzazioni sindacali si apprestano a contrastare (o quanto meno arginare) negli incontri in programma già dai prossimi giorni.
Poste Italiane distribuisce tagli senza risparmiare nessuna provincia italiana. In Toscana le più vessate sono Lucca, Massa, Grosseto e, soprattutto, Pistoia.
Perché la nostra provincia comprende una vasta porzione di territorio montano, e dei piccoli uffici montani monounità, o con al massimo due unità, poco redditizi per l’azienda, Poste Italiane ha scelto di disfarsi.
Ieri abbiamo pubblicato l’elenco fornito da Oreste Giurlani (presidente Uncem), Ermete Realacci (deputato Pd) e Piero Baronti (Legambiente) in conferenza stampa venerdì a Firenze. Oggi diamo i nomi degli uffici pistoiesi coinvolti nel piano con la distinzione tra quelli di cui si prevede la chiusura e quelli in cui è in programma una razionalizzazione dell’attività. Con una premessa: nell’obiettivo di Poste, il piano deve essere portato a termine entro la fine del 2012.
Uffici destinati alla chiusura. In montagna: Calamecca, Piastre, Prunetta, Sambuca, Treppio, Campo Tizzoro, Gavinana, Maresca, Marliana, Avaglio, Corbezzi, Pian degli Ontani, Pianosinatico. Nella Piana: Tobbiana, Fognano, Montemagno. Nella Valdinievole: Castelvecchio, Massa e Cozzile, San Quirico Valleriana, Montecatini Alto, Montevettolini, Nievole, San Baronto, Vellano.
Uffici da razionalizzare. Casore del Monte, Lizzano Pistoiese, Montagnana Pistoiese, Sammommè, Abetone.
Come si può leggere, un piano che riduce il servizio postale in montagna ai soli uffici di San Marcello, Cutigliano, Piteglio, Popiglio e Abetone (con meno giorni).
Nell’aria la chiusura di Montemagno, ufficio periferico dell’area quarratina preso di mira undici volte dai rapinatori. Meno intuibile che, nel comune di Montale, Poste decidesse di poter fare a meno sia dell’ufficio di Tobbiana che di quello di Fognano.
Ad essere penalizzate sono le frazioni di collina e montagna. L’azienda taglia e concentra laddove vede possibilità di guadagni. I centri minori la interessano poco, e le organizzazioni sindacali cercheranno di far leva sugli enti locali per stringere un’alleanza che costringa Poste a tener conto anche dell’aspetto sociale del servizio. Il primo incontro tra azienda e sindacati, a Pistoia, è fissato per il 17 luglio.
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