«Il futuro di Quarrata? L’edilizia ecocompatibile»
I due settori trainanti dell’economia locale, mobile e costruzioni, in crisi nera La ricetta della Cgil: «Riconvertire le produzioni aziendali per essere competitivi»
QUARRATA. Crollo delle esportazioni per l'imbottito quarratino. Dopo il -13,5% registrato nel 2011, anche il 2012 si è aperto con un segno negativo per il mobile. I dati arrivano dal Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato per Banca Cr Firenze dal Servizio studi di Intesa Sanpaolo, che analizza l'andamento dell'export in 18 distretti toscani.
Al -9,5% del primo trimestre 2012 - reggono solo i mercati di Russia e Slovenia - va aggiunto il massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali delle aziende. «Oltre alla cassa integrazione straordinaria- spiega Marco Ballati, Fillea Cgil - c'è un forte utilizzo anche della cassa integrazione in deroga. Non registriamo alcun calo in questo senso. L'intero sistema sta scontando una difficoltà: dai grandi che tirano la filiera, ai terzisti. Occorre un ripensamento del settore del mobile, così come di quello dell'edilizia, basato sul prodotto e sulla qualità».
Gli ultimi mesi dell'anno coincideranno con la fine degli ammortizzatori sociali per alcune importanti aziende quarratine. La posizione della Cgil è chiarissima: «Lavoreremo per tutelare ogni singolo posto di lavoro - spiega Ballati - . Le ditte "grosse" che trainano il settore - continua-, in un modo o nell'altro, sono tutte in piedi. Qualcuna però è in agonia. Il mobile deve fare i conti anche con la crisi che sta scontando l'edilizia. Il mercato interno è fermo. La sfida politica che lanciamo è quella di iniziare a riflettere su uno sviluppo orientato al recupero e al risparmio energetico nella progettazione e nella realizzazione degli edifici. Occorre riconvertire parte di Quarrata nella produzione di prodotti per l'edilizia ecocompatibile e per la bioedilizia. La possibilità di essere ancora competitivi deriva dall'unione tra le grandi competenze manuali e le professionalità che riguardano design, idee e progettazione».
Nel 2011 Quarrata è risultata, secondo lo studio di Intesa Sanpaolo, il peggiore dei 18 distretti regionali monitorati. Mentre la pelletteria di Firenze ha mantenuto ritmi ottimi di crescita e anche gli altri settori, con valori medi e rallentati ma pur sempre positivi, hanno risposto alla crisi, l'imbottito nostrano ha perso una gran fetta del mercato francese.
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