Sicurezza
«I responsabili devono vigilare»
Dopo l’ennesimo incidente sul lavoro a Montale, Beneforti (Cgil) invita le aziende a controlli serrati
MONTALE. Un vero e proprio bollettino di guerra quello registrato a Montale negli ultimi 10 mesi. Tre incidenti sul lavoro - tutti avvenuti in un raggio di pochi metri tra via Guido Rossa, via Paoletti e via Tobagi-, tre operai ricoverati all'ospedale in condizioni gravi e un morto.
La segretaria generale della Cgil, Gessica Beneforti, invoca maggiori controlli. «In questi momenti di crisi - dice - non bisogna abbassare la guardia». Il 14 settembre 2011 Salvatore Bennardo, piccolo imprenditore edile di 47 anni, precipita dal tetto della piattaforma Maciste, zona inceneritore. Nove metri di vuoto e poi l'impatto mortale con il suolo.
A poche decine di metri, in via Paoletti, il 7 maggio scorso un giovane operaio di 29 anni cade dal tetto del capannone su cui stava lavorando. Era lì per bonificare la copertura in amianto. Le lastre hanno ceduto sotto il peso del suo corpo trascinandolo nel vuoto. Sarà trasportato all'ospedale di Careggi in condizioni gravissime.
Giovedì mattina l'ennesimo incidente. Due uomini impegnati nella sostituzione della copertura in eternit su un fabbricato di via Guido Rossa precipitano per 9 metri riportando traumi alla testa e fratture su tutto il corpo. Anche loro stavano bonificando un tetto in vista dell'installazione di pannelli fotovoltaici. Tutti e quattro indossavano l'imbracatura di protezione senza averla agganciata al cordino di sicurezza. «Non basta comprare le scarpe antinfortunistiche se poi non le faccio indossare -ripete la Beneforti -. I responsabili devono effettuare i controlli, reprimere i comportamenti sbagliati ed educare alla sicurezza. Se la cintura non è assicurata, vuol dire che il lavoratore non l'ha agganciata ma anche che chi avrebbe dovuto controllare e dotare l'operaio di quella formazione necessaria a lavorare in sicurezza non l'ha fatto».
«Stiamo parlando di una vera e propria piaga - continua il sindaco di Montale David Scatragli -. Il primo richiamo va alle aziende: le norme ci sono, occorre attuarle. La concentrazione degli incidenti registrata a Montale è simile a quella di altre zone. Sul nostro territorio la maggior parte dei fabbricati ha ancora i tetti in amianto». Anche le scuole infatti sono nella stessa situazione. In quella di Stazione l'eternit è stato utilizzato nella copertura e nelle pareti, così come alle elementari Nerucci del capoluogo.
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