Il Tirreno

Pistoia

Atc, polemiche sui caprioli da abbattere

di Eugenio Fagnoni
Atc, polemiche sui caprioli da abbattere

Orlandini (Cia) critica la densità per ettaro da raggiungere sul territorio locale: «È alta, provocano troppi danni»

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PISTOIA. Non si spengono le frizioni nate con il rinnovo dei vertici dell'Ambito territoriale di caccia n. 16. La prima riunione dell'ente viene criticata nei metodi e nei contenuti da uno dei dirigenti, Sandro Orlandini, presidente della Cia. Riguardo al metodo: «Il regolamento dell'Atc prevede che le riunioni del comitato siano convocate con una lettera raccomandata almeno 7 giorni prima dell'incontro. Solo in casi di urgenza è prevista la convocazione tramite fax o telegramma Nel caso specifico ( riunione del 21 giugno alle ore 17) non è stata dichiarata l'urgenza e la convocazione è avvenuta 6 giorni prima , tramite e-mail, modalità piuttosto singolare per l'incontro ufficiale di un ente come l'Atc».

«Sono state unite - prosegue - procedure poco conformi e contenuti criticabili per un'associazione che rappresenta il mondo agricolo: all’ordine del giorno è stato aggiunto un argomento molto importante durante la seduta, quello del raggiungimento delle densità di caprioli ogni 100 ettari. Il nuovo Praf (Piano regionale agricolo e faunistico) prevede densità che oscillano tra i 2 ed i 10 capi di caprioli ogni 100 ettari ed è stato scelto di puntare all'obiettivo dei 10 capi da raggiungere in alcuni anni. Come associazione agricola avrei auspicato di puntare ad una densità inferiore, più vicina al limite di 2 capi di caprioli ogni 100 ettari. I danni provocati da ungulati sono in continuo aumento». Vista la complessità e la consistente documentazione di supporto dell'argomento del piano di abbattimento, Orlandini aveva suggerito che la discussione fosse rimandata. Richiesta respinta dal comitato, e astensione dal voto per il presidente della Cia.

Dopo avere verificato le modalità di convocazione, Orlandini ha inviato una lettera alla presidente della Provincia, Federica Fratoni, e all'assessore Rino Fragai. «È valida o no la prima riunione del comitato di gestione?», ha chiesto il presidente Cia.

La lettera è stata consegnata a mano il 22 giugno, ma al 5 luglio, evidenzia Sandro Orlandini, non c'era stata ancora nessuna risposta ufficiale.

«Di conseguenza -prosegue il presidente Cia - ho chiesto un parere al difensore civico della Regione». In caso di mancata risoluzione con l'ente territoriale, è stata la risposta, la questione può essere affrontata dall'ufficio del difensore civico regionale, purchè gli si fornisca la relativa documentazione. «Non ci resta - commenta Orlandini - che appellarci ad un intervento della Provincia, per garantire il rispetto delle procedure e fare valere, nei contenuti, quelli che sono gli interessi legittimi del mondo agricolo». La Cia vuole il rispetto delle linee del Praf, e per quanto riguarda il metodo, auspica « un'azione più inclusiva da parte di chi governa l'Atc n. 16 ed un'attenzione puntuale e rispettosa delle norme. Il materiale oggetto di discussione deve essere reso disponibile prima della mattina dell'incontro».

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