Sicurezza
Arrestato il comandante dei vigili urbani
Ai domiciliari Giuseppe Napolitano, indagato per turbativa d’asta per l’installazione di un autovelox sulla tangenziale
PISTOIA. I poliziotti della Digos si sono presentati alla sua porta di casa per notificargli la misura cautelare disposta dal gip del tribunale, un ennesimo colpo di scena nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables”, che, l’11 giugno scorso, aveva portato già all’arresto di 23 tra funzionari pubblici e imprenditori: da ieri mattina, si trova ai domiciliari il comandante della Polizia municipale di Pistoia, Giuseppe Napolitano.
Originario di San Giuseppe Vesuviano e laureato in giurisprudenza, 41 anni, Napolitano guida i vigili urbani pistoiesi dal settembre 2007. Nell’ambito della dirompente inchiesta sugli appalti pubblici portata avanti dal pm Francesco Sottosanti, era già certamente indagato per la vicenda legata all’installazione del nuovo autovelox sulla tangenziale cittadina, ma non è stato reso noto se la misura cautelare sia stata disposta dal giudice delle indagini preliminari per questa o per altre eventuali accuse.
Ieri mattina il comandante Napolitano è stato accompagnato in questura dagli uomini della Digos per il disbrigo delle formalità di legge, per poi essere riportato a casa agli arresti domiciliari.
Giuseppe Napolitano, difeso dall’avvocato Fabio Piccioni, del foro di Firenze, è indagato per il reato di turbata libertà degli incanti in concorso con Stefano Meoni, funzionario comunale responsabile dell’ufficio viabilità, Marcello Evangelisti, dirigente del servizio lavori pubblici, e Carlo Alberto Diddi, imprenditore, arrestati lo scorso 11 giugno. «Mediante doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti – si legge nel capo di imputazione O) contestato a Meoni – turbavano la gara indetta dal Comune di Pistoia a seguito della deliberazione della giunta comunale n.26 del 9 febbraio 2012 per interventi in materia di politiche per la sicurezza, opere edili necessarie per l’installazione di un misuratore di velocità sul raccordo di Pistoia, al chilometro 1+400, aggiudicata alla Diddi Carlo Alberto Sas mediante affidamento diretto, per un importo di 39.950 euro».
In tale vicenda Napolitano era il Rup, il responsabile unico del procedimento, avviato nel febbraio scorso.
«In particolare – si legge nell’ordinanza eseguita l’11 giugno scorso – i mezzi fraudolenti sono consistiti nel ricorrere alla procedura dell’affidamento diretto per i lavori in economia in mancanza dei presupposti previsti in relazione all’importo e alla tipologia dei lavori da eseguire; nel ridurre l’importo dei lavori facendolo rientrare nei limiti dei 40.000 euro, ben sapendo che successivamente sarebbe stato necessario ricorrere a un’altra gara o a varianti in aumento; nell’escogitare una motivazione che giustificasse il ricorso ai lavori in economia al solo fine di aggiudicare i lavori al Diddi senza indire alcuna gara».
Nella sua ordinanza il gip Roberto Tredici aveva indicato anche i ruoli secondo lui ricoperti da ciascuno dei quattro indagati: «Il Diddi si attivava con Evangelisti e Napolitano per ottenere l’aggiudicazione della gara; Evangelisti e Napolitano indicavano la necessità di ricorrere all’affidamento diretto per aggiudicare la gara al Diddi e rivedevano la delibera dopo i rilievi della ragioneria del Comune; il Meoni rivedeva il progetto dei lavori in modo da farlo rientrare nell’importo di 40.000 euro ben sapendo che i lavori avrebbero richiesto un esborso maggiore e che ciò veniva fatto solo per favorire il Diddi».
In un altro passo dell’ordinanza, il gip cita Napolitano nel motivare le esigenze cautelari nei confronti di Diddi. Il pericolo di reiterazione dei reati viene ritenuto «eccezionale... anche riguardo al contenuto della nota della Digos del 24 maggio 2012: stanno continuando gli episodi di corruttela attraverso l’effettuazione di lavori presso l’abitazione dell’Evangelisti, lavori che vengono svolti anche presso l’abitazione del comandante della polizia municipale di Pistoia, segno evidente che il cancro della corruttela si sta sempre più espandendo e va pertanto adeguatamente cautelato».
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