Il Tirreno

Pistoia

Vescovi, ricorso in Cassazione è l’unico costruttore in carcere

di Fabio Calamati
Vescovi, ricorso in Cassazione è l’unico costruttore in carcere

Il Gip deciderà lunedì sulla richiesta avanzata dalla Procura di far interdire dalle contrattazioni con gli enti pubblici le aziende edilizie coinvolte nell’indagine sugli appalti ritenuti pilotati

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PISTOIA. A quasi quattro settimane dagli arresti dell’inchiesta Untouchables, è lui l’unico imprenditore rimasto in carcere. Roberto Vescovi, 68 anni, da quell’11 giugno che lo vide varcare in mezzo a due agenti di polizia la porta della questura, non ha ottenuto, come molti altri, nemmeno gli arresti domiciliari. «Abbiamo fatto richiesta al tribunale del riesame – spiega il suo avvocato, Roberto Ubaldi – ma ci è stata respinta. Naturalmente ci siamo appellati in Cassazione e aspettiamo». Vescovi, come i suoi colleghi finiti nel gorgo dell’inchiesta, sono accusati di far parte di un “club degli appalti pubblici” che si aggiudicava gare su gare al Comune di Pistoia e in altri enti della provincia grazie alle compiacenti scorrettezze di un gruppo di dipendenti pubblici. Di qui le accuse di corruzione e turbativa d’asta per i principali accusati.

Nel frattempo Giordano Rosi (della Rosi Leopoldo spa) e Paolo Conti (Coop muratori sterratori e affini) sono usciti dal carcere per ragioni di salute. Sabato scorso, invece, il tribunale del riesame ha trasformato il carcere in arresti domiciliari per Angiolo Orsi Spadoni (Orsi Ilio) e Riccardo Ponticelli (Athos Ponticelli). Roberto Mannelli, di Pontassieve era stato rimesso in libertà il 22 giugno, dopo aver ripetuto – in un incidente probatorio – che l’ex dirigente del Comune di Pistoia Marcello Evangelisti (anche lui arrestato) gli aveva chiesto delle mazzette per far lavorare la sua azienda.

A questo punto, oltre a Vescovi, rimangono in carcere i dipendenti pubblici accusati di aver manipolato le gare di appalto oggetto dell’inchiesta: vale a dire lo stesso Evangelisti (re3spinta la richiesta al Riesame), l’ex dirigente tecnico della Provincia Paolo Mazzoni, il direttore del consorzio Padule di Fucecchio Franco Fambrini, il dirigente del Comune di Piteglio Mauro Filoni. Più l’unico politico arrestato, il socialista Roberto Riccomi.

Intanto la prossima tappa dell’inchiesta ci sarà lunedì prossimo davanti al giudice per le indagini preliminari. Dovrà essere esaminata la richiesta del pm Francesco Sottosanti di far interdire dalle contrattazioni con gli enti pubblici tutte le aziende coinvolte nell’inchiesta. Un provvedimento previsto dalla legge 231 del 2001 che a Pistoia è stato richiesto solo pochissime volte, e di particolare impatto per la situazione delle aziende coinvolte, che – in caso di accoglimento – si vedrebbero chiudere i rapporti con gli enti pubblici.

Considerando che si tratta di aziende edili abituate ad operare con gli enti pubblici, è facile immaginare le ricadute. D’altra parte il quadro dipinto dalla procura sulla gestione delle gare d’appalto in alcuni enti, tra cui il Comune, è tale – se trovasse conferme – da suscitare indubbiamente fondate preoccupazioni sul rispetto della legittimità e della trasparenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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