Sicurezza
«Stop alla discrezionalità nelle gare»
Il Pd chiede anche che si distingua tra il ruolo di chi amministra e chi gestisce la cosa pubblica
PISTOIA. Il Pd, oltre ad esprimere fiducia nell’azione della magistratura, auspica che gli accertamenti «siano accurati e celeri per fare totale chiarezza su ogni tipo di responsabilità, perché le condotte emerse mettono in discussione la trasparenza, il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione e dunque ogni dubbio per ciò che concerne il loro effettivo rispetto deve essere prontamente fugato. La necessità della celerità si pone anche in merito alla situazione in cui si trovano le imprese i cui vertici sono stati interessati dai provvedimenti giudiziari, perché è essenziale che non vi siano ricadute sui livelli occupazionali e sull’andamento della realizzazione delle opere pubbliche affidate ad alcune di esse».
Per il Pd «la politica è chiamata ad aumentare la vigilanza affinché tali fenomeni degenerativi siano troncati sul nascere, non possano svilupparsi e non vi sia alcuna ombra sulla credibilità e la correttezza dell’azione amministrativa, in termini sia di legalità sia di opportunità. In secondo luogo, in ambito legislativo, l’introduzione negli anni ‘90 del principio cardine della separazione totale tra l'attività d’indirizzo, in capo agli amministratori, e quella di gestione, che spetta unicamente ai dirigenti, non sembra purtroppo aver sortito gli effetti sperati, come si evince anche dai dati della Corte dei Conti sulla corruzione nel nostro Paese. Occorrono per questo nuovi interventi dal punto di vista normativo e la recente approvazione alla Camera del disegno di legge anticorruzione vuole segnare un passo in avanti in tale direzione. Il varo celere e definitivo del provvedimento al Senato appare essenziale anche per dare l’opportuno segnale ai cittadini preoccupati dal ripetersi di questi comportamenti illeciti da parte di soggetti preposti a pubbliche funzioni».
Per il Pdi occorre rilanciare nella prassi amministrativa alcune pratiche concrete «contenute anche nel Codice degli amministratori democratici varato nel 2011; ad esempio gli interventi sui regolamenti interni al fine di ridurre al massimo gli spazi d’irragionevole discrezionalità tipizzando ancor di più le procedure e l’utilizzo preferenziale, dunque non solo nei casi obbligati, di procedure trasparenti e ad evidenza pubblica per l’affidamento di servizi, lavori e forniture con apertura a tutti i soggetti imprenditoriali, senza nessuna rendita di posizione che rende meno competitivo sul mercato chi ne usufruisse».
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