Il Tirreno

Pistoia

Si sfonda il tetto e precipitano nel vuoto

di Beatrice Faragli
Si sfonda il tetto e precipitano nel vuoto

Gravi dopo un volo di 9 metri due operai impegnati nella sostituzione delle lastre di amianto su un capannone

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MONTALE. Ennesimo incidente sul lavoro nella zona industriale di Montale. Ieri mattina due operai residenti a Forlì sono precipitati da un’altezza di 9 metri mentre stavano sostituendo la copertura in amianto di uno dei capannoni della Newdress spa, in via Guido Rossa.

L’imbracatura, indossata da entrambi i lavoratori, non era stata agganciata al cordino di sicurezza. Il primo, un quarantaduenne di origini foggiane, è stato trasportato all’ospedale fiorentino di Careggi con l’elicottero Pegaso del 118. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. L’uomo, durante le operazioni di soccorso, è rimasto sempre cosciente lamentando un fortissimo dolore alle gambe. Gli operatori sanitari hanno riscontrato un trauma cranico e probabili fratture al bacino e agli arti inferiori.

Quando il dottore dell’automedica e i soccorritori delle Misericordie di Agliana e Montale sono arrivati a Stazione, l’operaio perdeva sangue dalla testa. L’elisoccorso, atterrato nel piazzale della “Creafil International”, è ripartito alla volta di Careggi alle 10. Il secondo uomo coinvolto nell’incidente, un trentaseienne originario della Romania ma residente in Romagna, è stato trasportato all’ospedale pistoiese del Ceppo in condizioni gravi, con una frattura esposta della caviglia e un trauma cranico.

I due erano al lavoro sul tetto di uno degli stanzoni dell’area tessile montalese quando la copertura in amianto ha ceduto sotto il peso dei loro corpi facendoli precipitare nel vuoto fino all’urto violentissimo con il suolo. Il resto della squadra, un team di cinque operai, tutti dipendenti di una ditta forlivese specializzata nella bonifica di tetti in eternit, in quel momento era all’esterno del fabbricato, impegnata in altre mansioni. A 9 metri da terra c’erano soltanto due operai che, pur indossando l’imbracatura, non erano assicurati ad alcuna corda salvavita.

Sul posto, oltre a due ambulanze inviate dal 118 e all’automedica, sono intervenuti anche i Carabinieri di Montale, i vigili del fuoco di Pistoia e gli ispettori dell’Asl per i rilievi del caso. I sopralluoghi effettuati ieri mattina dovranno chiarire l’esatta dinamica dell’incidente. Dalle prime ricostruzioni tuttavia, sembrerebbe che i due operai stessero lavorando in presenza di sistemi di ancoraggio e linea vita.

I compagni di lavoro, subito intervenuti all’interno del capannone per soccorrere i colleghi, sono rimasti per ore a fissare il vuoto dopo l’incidente. Increduli e con le lacrime agli occhi si sono seduti all’ombra di un pino in silenzio.

Quella di ieri è la terza drammatica caduta in meno di 10 mesi nell’area produttiva montalese. Il 7 maggio scorso un giovane di 29 anni, dipendente di una ditta pratese leader nella bonifica di coperture in eternit, è precipitato dal tetto di una dei fabbricati di via Paoletti, a poche centinaia di metri da dove è accaduto l’incidente di ieri. Il ragazzo è stato ricoverato in condizioni gravissime a Careggi. Anche lui, come i due operai forlivesi, stava sostituendo le lastre in amianto con l’imbracatura addosso ma senza averla agganciata ai sistemi di sicurezza.

Un bollettino di guerra segnato dall’incidente mortale del 14 settembre 2011, quando Salvatore Bennardo, piccolo imprenditore edile di Prato, precipitò dal tetto della piattaforma Maciste per 9 metri. Era salito sulla copertura dello stanzone del Cis di via Tobagi, nell’area dell’inceneritore, per fare alcune misurazioni per sostituire le lastre in amianto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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