Il Tirreno

Pistoia

APPALTI, PARITÀ DI ACCESSO

La Cna è molto preoccupata e sta seguendo con particolare attenzione la vicenda provinciale legata agli appalti pubblici affidati sul territorio nell’ultimo quinquennio. Ci riferiamo ovviamente all’in...

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La Cna è molto preoccupata e sta seguendo con particolare attenzione la vicenda provinciale legata agli appalti pubblici affidati sul territorio nell’ultimo quinquennio. Ci riferiamo ovviamente all’inchiesta aperta dalla locale Procura della Repubblica proprio su questo argomento. Quasi superfluo precisare i motivi per cui auspichiamo una rapida conclusione delle indagini e un’altrettanto rapida individuazione degli eventuali responsabili. Fare piena luce sui fatti appare l’unica strada per riportare un pò di calma e rassicurare il settore già dilaniato da una crisi senza precedenti. Il coinvolgimento diretto delle più grosse e strutturate aziende cantieristiche pistoiesi, rischia infatti di mettere in seria difficoltà anche la filiera delle piccole e medie imprese che lavorano e hanno lavorato in subappalto per loro. Inoltre, anche prescindendo da questi aspetti certo non secondari, restano aperte tutte le perplessità e le frustrazioni generate da un sistema di affidamento lavori che da nord a sud della nostra nazione, pur con le dovute differenziazioni, non riesce proprio ad essere trasparente. Anche la nostra città non sembra, quindi, immune da questo malcostume così come, da tanti anni ci hanno espresso i nostri associati attraverso un costante “brontolio”. Non sono, evidentemente sufficienti, i 257 articoli e 22 allegati del codice dei contratti pubblici, a definire con certezza il principio di economicità per realizzare opere, acquisire beni o servizio alle migliori condizioni ed impedire “giochi di prestigio” a vantaggio di amici. Quali rimedi? Al controllo istituzionale dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’ordine non sarebbe male si affiancasse un’impennata di orgoglio e onestà professionale da parte di tutti; P.a. e imprese. Utopia conclamata? Forse si, ma non vediamo alternative che facciano perno solo su codici e normative. Per quanto ci riguarda, nel corso degli anni, come Cna provinciale, non abbiamo mai rinunciato a promuovere le aziende disposte a lavorare in trasparenza. Piccoli progetti, gocce, nel mare infinito dei rapporti ed intrecci economici che caratterizzano il tessuto produttivo, ma comunque significativi. Risale al 2010 l’attivazione del numero verde contro l’abusivismo per ricevere segnalazioni sui comportamenti che contravvengono a regolarità e sicurezza del lavoro, eticità e serietà professionale. Nel 2005 fu costituito il progetto “Eccellenza Casa”. Destinato a mettere a disposizione dei consumatori una selezione di imprese Cna, qualificate nel settore delle manutenzioni immobiliari e che volontariamente hanno sottoscritto un codice etico importante ed innovativo, con quella parte della committenza più sensibile ad affidarsi a professionisti  sicuri, tecnicamente preparati ed in grado di offrire il massimo delle garanzie  dal punto di vista etico. La nostra associazione invita quindi anche la Pubblica Amministrazione ad avvicinarsi a queste imprese che, legate ai valori del lavoro e tradizionalmente distanti dal “mondo degli affari combinati”, potrebbero finalmente sperare di essere considerate e coinvolte dalle stazioni appaltanti pubbliche.

Sergio Giusti

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