Sicurezza
“Un passo avanti” sogna una casa per i ragazzi diversamente abili
CASALGUIDI. L'associazione di genitori con bambini portatori di handicap " Un passo avanti" nell'ambito della Festa Democratica di Casalguidi e Cantagrillo ha presentato il progetto per la...
CASALGUIDI. L'associazione di genitori con bambini portatori di handicap " Un passo avanti" nell'ambito della Festa Democratica di Casalguidi e Cantagrillo ha presentato il progetto per la realizzazione di una residenza per ragazzi diversamente abili.
Nello stand dell'associazione è possibile acquistare oggetti di vario genere e fare le tessere per diventare soci sostenitori, oltre a vedere le tavole e il rendering del progetto. Durante la campagna elettorale dei mesi scorsi una rappresentanza dell'associazione guidata dal presidente, Katia Bugiani e dal vicepresidente Luca Francini, hanno sottoposto il progetto all'attenzione dei politici. Consapevoli delle molte difficoltà per realizzarlo, tutti hanno mostrato interesse ed hanno espresso la volontà di aiutare concretamente l'associazione perché quello che oggi è un sogno possa domani diventare realtà.
Un passo avanti è nata nel 2000-2001 a Campi Bisenzio da un gruppo di genitori di bambini in difficoltà per portare avanti la battaglia di veder riconosciuti i diritti dei loro figli. L'associazione è nazionale, a Casalguidi sono circa 10 le famiglie che vi appartengono oltre a persone di Vicenza, Pisa, Campi Bisenzio, Salerno, Prato. In tutto si contano circa 30 persone.
Oggi l'obiettivo più grande è quello di realizzare la struttura progettata dall'architetto Totti Enrico che possa accogliere i ragazzi oltre la scuola. Dopo l'obbligo scolastico è importante per le famiglie avere per i propri figli uno spazio adatto alle necessità, accogliente che possa offrire nuove opportunità e occasioni di integrazione. La struttura, progettata con moduli componibili in momenti diversi, offre oltre agli ambienti di una casa famiglia, una sala polifunzionale, un campo da calcetto, una ludoteca ed un'area giochi per bambini. Non ci sono recinzioni, per dare un senso di continuità con il mondo esterno. Gli spazi saranno utilizzati dai bambini disabili e da chiunque ne faccia richiesta nell'ottica dell'integrazione e dello scambio continuo tra soggetti, senza distinzione.
Inizialmente è stata pensata come una residenza diurna, ma l'idea sarebbe di poter fare dei weekend dove i ragazzi possano, a turno, dormire e passare del tempo con amici ed operatori. Il progetto ha lo scopo di garantire un futuro a questi ragazzi e aiutare e sostenere le loro famiglie.. Ad oggi non è stata individuata un'area in particolare dove tradurre i disegni in realtà.
Il progetto è ambizioso e non ha colore politico, è trasversale alle varie fazioni perché riguarda un problema che tocca la collettività. Il presidente Bugiani afferma: «Non è importante chi ci sosterrà, per noi è fondamentale che le nostre richieste non siano vane».
Caterina Benini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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