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Pistoia

Repower, centrale sì ma solo se si fa la vasca anti-alluvioni

Repower, centrale sì ma solo se si fa la vasca anti-alluvioni

Il parere del Comune indica la necessità di lavori di adeguamento

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]Se vorrà realizzare la centrale elettrica a metano che ha in progetto, la società Repower dovrà prima costruire una vasca di compensazione da 20.000 metri cubi, per contenere i rischi idraulici prodotti dall’insediamento industriale. Il “paletto” è contenuto nei pareri che Comune e Autorità di bacino hanno inviato nei giorni scorsi alla Regione, dove è in corso la valutazione di impatto ambientale per il nuovo insediamento industriale che dovrebbe sorgere a Canapale, nell’area dell’ex fabbrica Radicifil.

La località si trova in un’area ad alto rischio idraulico (Pi3 in sigla) e tutt’intorno,nella nuova cartografia dell’Autorità di bacino (vedi articolo a fianco) la classe di rischio è ancora più alta (Pi4). Questo non proibisce in modo assoluto nuovi insediamenti, anche di carattere industriale: semplicemente, li subordina alla realizzazione di opere idrauliche capaci di “assorbire” i rischi di allagamenti che la presenza delle costruzioni fa aumentare. Il parere del Comune, del 26 giugno scorso, firmato dai dirigenti Francesco Bragagnolo (urbanistica) e Arnoldo Billwiller (ambiente), alza quindi disco verde, dal punto di vista idraulico, alla nuova centrale elettrica, purché Repower realizzi prima la vasca di compensazione.

Non si tratta, si fa notare in Comune, di una previsioni ininfluente: una vasca simile, realizzata per domare le piene del Chiodo, è costata al Comune qualcosa come 2 milioni di euro. Una cifra tale da avere un peso significativo nella valutazione finale sulla realizzazione o meno della centrale.

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