Lutto
Nella chiesa del Belvedere l’addio a Matteo Moscagiuri
PISTOIA. “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi”. La parole della canzone forse più nota di Guccini (“Canzone per un’a...
PISTOIA. “Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi. Voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi”. La parole della canzone forse più nota di Guccini (“Canzone per un’amica”) trovano spazio nell’infinita bacheca di messaggi lasciati sul profilo Facebook di Matteo Moscagiuri. I funerali del ventenne morto sabato pomeriggio in un incidente di moto sulla Porrettana saranno celebrati domani mattina alle 10 nella chiesa del Villaggio Belvedere. Il giovane riposerà per sempre nel cimitero della Misericordia.
Da ieri pomeriggio la salma è esposta alle cappelle del commiato dell’ospedale del Ceppo, dove amici e parenti potranno rivedere un’ultima volta Matteo prima della cerimonia funebre.
Il magistrato di turno, dottor Luigi Boccia, ha deciso di non far eseguire l’autopsia sul corpo del ragazzo, non rilevando nell’incidente responsabilità di terzi.
Matteo Moscagiuri stava percorrendo la Porrettana in direzione del Signorino insieme a due amici quando, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia municipale, ha perso il controllo della sua Ducati Hypermotard poco sopra le Svolte, finendo contro un guard rail e poi contro il muretto di contenimento oltre di esso.
Era vivo all’arrivo dei soccorritori, ma il suo cuore non ha retto, e a nulla sono valsi i tentativi dei sanitari. È stato dichiarato morto dopo due ore all’ospedale del Ceppo.
«Eri fissato con questa canzone - scrive Daniele su Facebook, riferendosi a “She doesn’t mind” di Sean Paul” - Ogni volta che montavamo in macchina mettevi quella. Ancora non riesco a realizzare che non ci sei più».
«Cinque anni di Iti - ricorda Lorenzo - una passione condivisa e diverse chiacchierate sui motori sin dai tempi dei 50ini. Ciao Mosca, ti ricordo col sorriso dell’ultima volta che ci siamo salutati, di sfuggita, mentre indossavi il casco per partire con la tua belva».
Matteo Moscagiuri lascia la mamma Cinzia, infermiera al Ceppo, il padre Raffaele, muratore, e una sorella studentessa di 18 anni, Francesca. (t.g.)
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