Il Tirreno

Pistoia

Frutta, aumenti fino al 25% in un mese

di Luca Giuntini
Frutta, aumenti fino al 25% in un mese

Il dato dell’ufficio statistica del Comune non trova però conferme in coltivatori, commercianti e supermercati

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PISTOIA. Più 24,1% rispetto al mese precedente e più 13,9 rispetto al giugno del 2010 l’aumento del prezzo della frutta.

Possibile? Il dato emerge dalla rilevazione mensile dell’ufficio comunale di statistica, che lo elabora per conto dell’Istat, e non può non far sobbalzare. Cosa è successo? Tra i prodotti alimentari la frutta è quella ad essere rincarata di più rispetto al mese precedente: si arriva addirittura al 25,4% se prendiamo in considerazione la frutta fresca o refrigerata.

Quello che è certo è che per le famiglie pistoiesi questo giugno è stato particolarmente caldo, non solo per le temperature registrate in città. Sì perché i rincari, come informa l’indice tendenziale dei prezzi al consumo anticipato dal Comune, a Pistoia investono non solo la frutta, ma quasi tutti i prodotti alimentari (conteggiati insieme alle bevande analcoliche): nel complesso hanno conosciuto un aumento tendenziale del 2,1% rispetto a maggio. Da un rapido sondaggio però il dato della frutta non sembra trovare riscontro né tra i coltivatori e venditori diretti, né tra i piccoli commercianti della Sala.

I coltivatori. Le condizioni climatiche non sono state favorevoli, in particolare per colpa della pioggia e del freddo che protraendosi fino a tardi hanno bloccato la crescita di molti prodotti ortofrutticoli come pomodori, zucchine, peperoni, fagioli e fagiolini, oltre alla frutta: «Ma i prezzi non sono comunque aumentati, men che meno del 25% - afferma David Tuci dell’azienda agricola Mirella di Sarripoli –. Le zucchine vengono tra 1,60/2 euro al chilo; l’insalata è tra 50/70 centesimi al cesto, cetrioli tra 1,60/1,80 euro/kg, susine e albicocche tra 1,70/2 euro al chilo. L’ultimo sabato del mese applichiamo pure uno sconto del 10% su tutti i prodotti che coltiviamo e vendiamo».

Altra azienda agricola di coltivazione e vendita diretta è l’azienda Di Valdibure: «Il freddo e la pioggia di maggio hanno reso più difficile la coltivazione della verdura – spiega Stefano Innocenti –. E’ normale quindi ci sia stato un aumento dei prezzi. I pomodori canestrini li vendiamo a 2 euro al chilo, così come le zucchine. L’insalata viene 4,50 euro al chilo, mentre i cetrioli circa 2 euro al chilo».

I piccoli commercianti. Tra i banchi del mercato della Sala frutta e verdura in alcuni casi hanno un prezzo inferiore rispetto a quello applicato dal coltivatore/venditore diretto: zucchine da 1,50 euro a 3 euro al chilo, albicocche a partire da 1,50 euro/kg, pesche da 1 a 4 euro al chilo, oppure le barbe rosse che dal coltivatore costano tra 1,60/2 euro al chilo, sulla Sala si trovano anche a 1 euro: «I prezzi sono gli stessi del mese precedente, non c’è stato alcun aumento – dicono in coro i commercianti della Sala –. Vale per tutti i tipi di frutta, siano essi di prima o seconda scelta».

La grande distribuzione. Il prezzo di frutta e verdura è abbastanza omogeneo in tutte le grandi catene: il prezzo dei pomodori, che dal coltivatore costano 2 euro al chilo, sui banchi dell’Esselunga di viale Matteotti costano 1,85 euro al chilo, alcune qualità si trovano anche a 1,15 euro/kg; le susine che sulla Sala costano minimo 2,50 euro al chilo (ma possono raggiungere anche i 5 euro a seconda della qualità), nel supermercato costano in media poco più di 2 euro; le pesche, che a seconda della qualità sulla Sala possono arrivare a costare anche 4 euro al chilo, nei supermercati vengono tra 1,60 e 3 euro, con qualità di pesche anche a 99 centesimi al chilo.

Ovviamente va considerata la pezzatura e la qualità: i prodotti più belli costano di più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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