Il Tirreno

Pistoia

Fidi, prove di dialogo tra banche e imprese

Fidi, prove di dialogo tra banche e imprese

Le aziende lamentano il taglio degli affidamenti, gli istituti di credito chiedono più trasparenza

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Le difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese, le crisi aziendali, i fenomeni di disagio sociale legati alla crisi e alla disoccupazione. E poi il ricorso all’usura e l’aumento dei furti e delle rapine, il lavoro nero e la sicurezza dei lavoratori. Una disamina a tutto tondo sulle conseguenze della congiuntura economica negativa nella nostra provincia, è stata al centro di un vertice in prefettura, nel quale il prefetto Mauro Lubatti si è confrontato con le forze dell’ordine, gli amministratori locali, le banche, le categorie economiche e sindacali, le associazioni di volontariato e di assistenza.

Prestiti e credito. Dai dati della Banca d'Italia relativi al periodo dicembre 2009-dicembre 2011, emerge una situazione di rallentamento dei prestiti concessi alle imprese ed alle famiglie consumatrici e una diminuzione della raccolta di depositi bancari, nonché un incremento significativo delle sofferenze relative allo stato dei prestiti già concessi alle aziende, capace di generare presso gli istituti di credito un diffuso clima psicologico di timore nel concedere ulteriori fidi. Le banche hanno ribadito la necessità che da parte delle aziende, venga fornita tutta la documentazione completa, affinché sia possibile svolgere un rapido iter istruttorio delle richieste di fido. Il prefetto ha invitato a ricercare appropriate soluzioni caso per caso e con percorsi condivisi da imprese e istituti di credito. L’impegno da parte delle due parti c’è stato.

Occupazione, gioco d’azzardo, alcol. Nel corso dell'incontro è stata analizzata anche la crisi occupazionale e l’incremento del ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori delle aziende in crisi. Evidenziata anche la crescita dei casi di dipendenza dai giochi d'azzardo e dalle scommesse nonché all'abuso di bevande alcoliche, all'aumento dei soggetti, imprenditori o famiglie, esposti al rischio di cadere nella rete degli usurai, alle difficoltà di alcune categorie economiche, come quelle degli autotrasportatori. Lubatti ha sollecitato istituzioni pubbliche, categorie economiche, sindacati e associazioni alla massima collaborazione «per promuovere confronti costruttivi ed individuare idonee forme di risposta e di prevenzione ai vari fenomeni di disagio sociale».

Prevenzione delle forze dell’ordine. In questa prospettiva, il prefetto ha fatto presente che le forze dell'ordine sono costantemente impegnate nell'opera di prevenzione e di controllo del territorio, non escludendosi anche attività info-investigative e di intelligence nella repressione dei fenomeni dell'estorsione e dell'usura. Stessa attenzione per l'impiego di manodopera in nero o in violazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa