Il dolore
Sconvolti gli amici «Ci mancherai caro Mosca»
PISTOIA. «Erano dieci anni che ci si conosceva, da quando io sotto casa nostra facevo casino con la minimoto e te volevi provarla. Neanche un mese fa, sotto casa tua, abbiamo sistemato la Ducati per...
PISTOIA. «Erano dieci anni che ci si conosceva, da quando io sotto casa nostra facevo casino con la minimoto e te volevi provarla. Neanche un mese fa, sotto casa tua, abbiamo sistemato la Ducati per via di una caduta. Ci mancherai a tutti Mosca. Ecco un altro angelo che se ne va».
Quello di Federico è uno dei tanti, delle decine di messaggi lasciati ieri sul profilo Face book di Matteo Moscagiuri. Amici d'infanzia, compagni di scuola e di uscite, amici delle squadre di calcio (ha militato nei Pulcini e nei Giovanissimi della Breda Calcio, e anche nel Psb di Bonelle). Per Matteo saluti e abbracci. E comprensione per la passione che lo animava: «Scoprire la tua caduta amico mio, vicino di casa e compagno di giochi, in un incidente stradale, mentre viaggiavi sulla tua passione più bella e grande non lascia veramente parole». È un altro Matteo che scrive, e ricorda l'amico: «Un ragazzo dolcissimo, abbiamo fatto le medie insieme, anche se non nella stessa classe. Eravamo molto legati. Poi abbiamo frequentato la stessa scuola superiore, l'Iti, anche se in sezioni diverse. Era un ragazzo bravo e gentile e molto disponibile. na volta quando andai a casa sua per sistemargli il pc ci si divertì un sacco, in modo molto spensierato e naturale. Non ho parole per esprimere altro». «Abitava proprio davanti a casa mia - continua Federico - È da quando si era piccini tutti e due che si era flippati con i motori. Infatti, già con i "cinquantini" si stava minimo 30 minuti prima di entrare a scuola, lì dietro a fare le impennate. Diciamo che ne abbiamo combinate troppe per raccontarle».
Sempre su Facebook, il ricordo di un'amica, Martina: «La settimana scorsa, in piazza, ridevi, e quando ti dissi che la tua moto era bella, la osservavi come se avessi paura di perderla. Non capiremo mai noi cos'è l'amore per le moto. Ti voglio bene Matte, riposa in pace». «In questi due anni - scrive Gi Gii - ho imparato a conoscere la persona fantastica che eri, sempre un po' con l'aria di quello che casca dalle nuvole, ma con un cuore grande e pronto ad aiutare un amico quando avesse avuto bisogno di te. Vederti passare col furgone e sapere il giorno dopo che non ci sei più mi ha davvero lasciato senza fiato. Rimarranno sempre impresse nella mia mente tutte quelle sigarette fumate insieme all'entrata di scuola tra un'ora e l'altra, a sparare cazzate e a prenderci in giro l'un l'altro. Eri un ragazzo d'oro».
Si stringe attorno alla mamma di Matteo Moscagiuri, Cinzia Corsini, al marito Raffaele e alla figlia Francesca, tutto il reparto di rianimazione dell'ospedale di Pistoia, dove la donna lavora. Ai familiari vanno anche le più sentite condoglianze della direzione aziendale e di tutti i colleghi della Asl 3.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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