Gioco
Le “furie rosse” fermano l’Italia e la festa dei tifosi
Migliaia le persone davanti ai maxischermi allestiti in tutta la provincia, ma la sconfitta fa saltare gli attesi cortei
PISTOIA. Ci speravano i tifosi. Il crescendo e il bel gioco della Nazionale aveva fatto passare un po’ in secondo piano la forza della Spagna che, per la verità, nella partita di esordio non aveva impressionato granché.
Ma nella finale le furie rosse sono apparse davvero micidiali, approfittando delle precarie condizioni di Chiellini, ma anche della evidente stanchezza di molti elementi della formazione di Prandelli.
Peccato perché le migliaia e migliaia di persone che si erano accalcate davanti ai maxischermi, in tanti locali e anche nelle private abitazioni confidavano in un’altra notte magica. Nelle postazioni davanti ai maxischermi in Galleria Nazionale, in piazza S. Francesco, nell’area di Cgil Incontri a Serravalle, in piazza Risorgimento a Quarrata, alla festa della Misericordia a Montemagno, in piazza Gramsci ad Agliana, alla festa della Croce d’Oro a Montale i commenti prima della gara erano tutti improntati all’ottimismo. Certo, la Spagna faceva paura, ma super Mario e compagni godevano della fiducia dei tifosi, estasiati dalla prova offerta dagli Azzurri contro la Germania in semifinale. Nonostante il doppio svantaggio, i tifosi hanno sperato che l’ingresso di Di Natale nel secondo tempo potesse riportare sotto l’Italia, ma poi l’infortunio a Thiago Motta, che ha lasciato gli Azzurri in dieci, ha chiuso definitivamente i giochi rendendo vana ogni speranza.
Stesse scene a Montecatini, davanti al maxischermo in piazza del Popolo e in tutte le altre piazze della Valdinievole dove erano state allestite postazioni che consentivano di assistere alla partita in compagnia. Scontati alla fine i commenti degli sportivi: stanchezza, Italia punita dai tempi di recupero assai più corti delle avversarie tra una partita e l’altra, infortuni di troppo e tanta sfortuna. Ma anche consapevolezza che la Spagna, almeno fino a quando resteranno sulla scena i formidabili giocatori di questo momento, è davvero di un altro pianeta.
Della presenza di tanta gente nelle strade e nelle piazze, visto che la gara alle 22,30 era già finita, si sono certamente avvantaggiati ristoranti, bar e locali pubblici in genere.
Molti erano già esauriti all’ora di cena, soprattutto se avevano megaschermi davanti ai quali si poteva assistere al match, ma certamente dopo il triplice fischio dell’arbitro tutti gli esercizi si sono riempiti.
Una bibita o un gelato sono stati, per molti, il miglior antidoto contro la profonda delusione.
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