Sicurezza
«Una stangata pericolosa per l’economia locale»
I timori di Nincheri (Progetto Comune) e Vannucci (ex Pdl): «L’aliquota massima del 10,6 per mille sui capannoni rischia di affossare le imprese»
MONTALE. Come Montale nessuno in provincia: qui l’Imu pesa più che negli altri Comuni del Pistoiese e le critiche scorrono a fiumi. Anche se per i “ritocchini” – sia governativi che comunali- c’è ancora tempo, finora l’amministrazione montalese ha calato la carta più alta con un’aliquota del 5,6 per mille sulla rendita catastale della prima casa.
In barba alle parole del segretario Pdl Angelino Alfano, che raccomandava agli amministratori di centrodestra un rigoroso 4 per mille, senza quindi aggiungere punti all’aliquota stabilita dallo Stato per il pagamento della prima rata, la giunta Scatragli ha deciso di alzare il tiro.
Il tetto massimo, lo ricordiamo, era del 6 per mille; il minimo del 2. Neppure la “lega” formata dai 9 Comuni della Valdinievole ha raggiunto Montale. L’accordo tra i sindaci valdinievolini si è spinto fino a un 5,5 per mille. Pistoia e Agliana hanno stabilito un’aliquota del 4 per mille sull’abitazione principale, mentre Quarrata del 4,5.
Per i consiglieri del Pd e di Montale Progetto Comune i numeri decisi dal centrodestra sono una vera e propria stangata, pericolosa anche per le attività locali visto che sui capannoni il Comune ha adottato l’aliquota massima del 10,6 per mille (la forbice discrezionale andava dal 4,6 al 10,6) e sui negozi quella del 9,6.
Anche l’ex capogruppo di centrodestra, Franco Vannucci, riserva parole dure agli ex “colleghi” di poltrona. Uscito dalla maggioranza nel 2010, dopo lo strappo politico col sindaco David Scatragli e la sua squadra, l’ex consigliere attacca il governo locale. «Questo innalzamento – spiega – segue, nel giro di pochi mesi, l’aumento di tutte le tariffe comunali che colpiscono le famiglie, come pulmini, asili e mensa. È stato anche annunciato un incremento della Tia. Inoltre – continua Vannucci -, con l’aliquota del 9,6 vengono pesantemente colpite le attività. Continuare ad innalzare tutto per coprire le spese di ordinaria amministrazione non significa amministrare un paese. Quello dimostrato finora è il comportamento di chi non ha amore verso il Comune e i cittadini».
Resta inattuata, aggiunge Vannucci, la revisione della spesa attesa a Montale. Per l’ex consigliere il cambiamento promesso dal centrodestra non c’è stato.
Il capogruppo d’opposizione Sandro Nincheri, di Progetto Comune, parla di ricadute sconvolgenti per cittadini e aziende. «L’imu – dice – sarà una vera e propria stangata per i montalesi». E mentre il vicesindaco Gianna Risaliti, durante la presentazione delle aliquote del 22 giugno scorso, ha precisato che il 5,6 per mille va letto alla luce di un’addizionale Irpef invariata allo 0,5 -«un eventuale incremento– ha ricordato l’assessore al bilancio – avrebbe portato fino a 400 mila euro di maggiori entrate»-, secondo Nincheri «l’aumento sull’Irpef sarebbe stata una manovra sicuramente più equa di quella fatta sull’Imu».
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