Il Tirreno

Pistoia

Turismo scolastico, la nuova scommessa

di Elisa Valentini
Turismo scolastico, la nuova scommessa

Dalle settimane bianche alle fattorie didattiche, il settore è in forte crescita. Boom di visitatori all’Ecomuseo

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MARCELLO. La montagna pistoiese scommette sul turismo scolastico. Da qualche anno gli operatori turistici sembrano aver individuato fra i target di maggior interesse le comitive di giovani, in particolare le scolaresche. «Il turismo scolastico sta diventando una risorsa importante per tutta la Provincia, in particolare per la montagna – spiega Renato Ferretti, dirigente turismo e promozione della Provincia di Pistoia – i dati sono in crescita costante. Le scolaresche arrivano in inverno per le settimane bianche, in primavera ed autunno per i soggiorni verdi. Sono un segmento che abbiamo intenzione di coltivare e sviluppare ancora in futuro. In un momento di crisi, portano una boccata di ossigeno a molti operatori».

I dati dell’inverno parlano chiaro. A Doganaccia, stazione sciistica più vocata al turismo scolastico e delle famiglie rispetto ad Abetone, la stagione 2011/2012 ha registrato il massimo storico di presenze studentesche. 3 o 4 giorni di mezza pensione in hotel, skipass, lezioni di sci e noleggio attrezzature è il pacchetto base proposto alle scuole che quest’inverno hanno ammortizzato gli effetti di una stagione altrimenti disastrosa per impiantisti, settore ricettivo e indotto turistico in generale. Le migliaia di presenze non cascano dal cielo, ma sono il frutto di circa vent’anni di promozione porta a porta svolta da Doganaccia 2000 nelle scuole di varie regioni italiane. Ogni anno, in collaborazione col Comune e col consorzio Apm, si svolgono anche uno o due educational, soggiorni gratuiti per far conoscere ad insegnati e dirigenti scolastici l’offerta turistica della montagna. Fra le attrazioni più visitate nei soggiorni verdi vi è l’Ecomuseo della montagna pistoiese, protagonista di un vero boom di affluenze.

Ben 2300 alunni hanno visitato l'Ecomuseo nel 2012, contro i 1600 del 2011. Un dato ancora destinato a crescere con le affluenze scolastiche del prossimo autunno. Se poi si tiene conto degli "accessi" (lo stesso alunno ha visitato più strutture e percorsi), il dato risulta ancora più elevato. Toccati tutti gli itinerari didattici, con particolare interesse per Rivoreta e la Val d’Orsigna ed i nuovi itinerari, seppur introdotti solo nel dicembre 2011. Fra questi: “Suoni dell'uomo suoni della natura”, “l'Acqua ed i suoi usi”, “Tutto da una pecora”. Una buona parte di questi dati si riferisce a soggiorni pendolari, ma le proposte didattiche spingono sempre più operatori turistici ad inserire l’Ecomuseo nei loro pacchetti.

«La Provincia ha attivato un sistema importante – spiega Giuliano Tonarelli, presidente del Consorzio Apm – sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione fra Ecomuseo e consorzio per trasformare le escursioni giornaliere in soggiorni di 3 o 4 giorni». Grande successo riscuotono le visite guidate agli opifici per osservare la lavorazione artigianale di prodotti tipici del territorio.

Sempre più aziende di allevamento aprono le porte agli studenti. Fanno fattoria didattica, per esempio, le aziende Le Roncacce ed I Taufi del Melo. «Ospitiamo studenti da 2 o 3 anni – Spiega Daniela dell’azienda I Taufi – si fanno vedere i lavori praticati nei vari periodi dell’anno. Dalla semina alla raccolta delle patate, al taglio e realizzazione dei balloni di fieno, alla mungitura della mucca e successiva trasformazione del latte in formaggio, ogni ragazzo con la propria formettina».

Pioniere nel proporre le visite in azienda fu L’Erbolaio di Abetone che ospita regolarmente gli studenti con lezioni sul ciclo di trasformazione artigianale di fragoline, mirtilli e altri prodotti del sottobosco in confetture, sciroppi e liquori. Ma quanto è redditizio il turismo scolastico? «Con le scuole si lavora a prezzi stracciati – conclude Tonarelli – ciò non riduce l’interesse per questo segmento che, se ben impostato e integrato col turismo individuale e sportivo, è un buono strumento di destagionalizzazione. Se il lavoro con le scuole divenisse regolare, con una o due gite a settimana, la quantità porterebbe profitto».

Stando aperti tutto l’anno, gli alberghi potrebbero ammortizzare meglio i costi fissi di gestione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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