Pagano 3000 euro di gioielli con un assegno a vuoto
PISTOIA. Modi cortesi, ben vestiti. Giovani e pronti a spendere. Hanno comprato gioielli per 3000 euro, pagando con un assegno scoperto, e sono corsi a rivenderli ad un compra oro, ricavandone 1400...
PISTOIA. Modi cortesi, ben vestiti. Giovani e pronti a spendere. Hanno comprato gioielli per 3000 euro, pagando con un assegno scoperto, e sono corsi a rivenderli ad un compra oro, ricavandone 1400 euro in contanti.
Sfortuna ha voluto che la titolare della gioielleria andasse subito in banca per incassare, e qui le dicessero che l’assegno era bloccato (con tutta probabilità era stato precedentemente rubato il carnet).
Denunciati a piede libero per truffa e ricettazione un uomo e una donna, di 41 e 35 anni, lei originaria di Napoli ma entrambi residenti a Pistoia e con precedenti analoghi in città.
Dalla truffa al fermo della donna sono passate poche ore. La polizia è riuscita a risalire anche alle generalità del complice, che per il momento però non è stato rintracciato. I due si sono recati in una gioielleria del centro venerdì pomeriggio. Uno sguardo interessato ai preziosi nelle vetrine, poi l’acquisto. Sono usciti dal negozio con una collana di rubini, smeraldi e zaffiri del valore di 1100 euro, un bracciale in oro da 800 euro, una collana in euro da 460 euro, un braccialetto da donna sempre in oro da 800 euro: 3160 euro, pagati con un assegno.
La titolare ha messo l’assegno in borsa ed è andata in banca. Qui la sorpresa: era bloccato, impossibile incassarlo. Non le è restato altro che chiamare il 113.
Com’è stato possibile trovare i due ladri nel giro di poche ore? La donna aveva lasciato gli estremi della propria carta d’identità, ed erano veri. Per cui, con un rapido controllo, la polizia è riuscita a risalire all’indirizzo di casa. E anche ai precedenti. Poche settimane fa era stata scoperta per un’analoga truffa ad un negozio di elettrodomestici.
Messa davanti all’evidenza la giovane ha ammesso la truffa. I gioeielli erano stati subito rivenduti ad un compra oro distante poche centinaia di metri dalla gioielleria. Il negoziante aveva emesso regolare ricevuta. I preziosi sono stati sequestrati dalla polizia e dati “in affidamento” alla gioielleria. Ma secondo l’articolo 1153 del Codice civile, a questo punto potrebbe aprirsi un curioso contenzioso per la loro proprietà. (t.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
